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L'espressione, di gergo motociclistico, è ormai cara a Mazzarri. 'Non dobbiamo alzare la testa dal manubrio, andiamo avanti e dritti per la nostra strada, poi vedremo cosa succede'. Del resto, se il Napoli alzasse davvero la testa dal manubrio, che cosa vedrebbe? Le famose distrazioni di cui parla Mazzarri, in questo momento, esistono davvero. La città è in delirio, ma soprattutto aspetta. Aspetta qualcosa di straordinario. Certe pressioni, si sa, possono essere controproducenti. E cos'altro c'è intorno? Le frecciate di un Milan (o meglio, dei suoi dirigenti) seccato e probabilmente infastidito dal Napoli.

Ma ci sono anche le solite e imperiture polemiche arbitrali, lo sguardo 'lungo' delle inseguitrici, con Inter pronta all'assalto e Lazio, Udinese e Roma che vogliono inserirsi nella bagarre della Champions. Proprio il discorso Champions, in questo momento, potrebbe essere un'arma a doppio taglio: il Napoli è a un passo dalla certa qualificazione alla migliore competizione europea, è vero, ma fare calcoli in questo momento è inutile. La città è in trance agonistica, e paradossalmente un terzo posto potrebbe essere visto addirittura male da qualcuno. Ecco perché fa bene Mazzarri a gridare 'giù il testone', come si sente nelle più belle telecronache del MotoGp.

Anche Marcello Lippi lo ha detto: 'Mi rivedo un po' in Allegri, quando andai alla Juve dal Napoli avevo la sua stessa concretezza. E poi avevo molto entusiasmo. Mazzarri ormai ha dimostrato ampiamente quello che sa fare'. Lippi per il titolo dice chiaramente che non è tutto chiuso. 'Il Napoli fa bene a credere allo scudetto, il Napoli aveva programmato una crescita della squadra ma non fino a questo punto. Adesso sono in alto, hanno l'entusiasmo della città di Napoli, devono provarci. Adesso può succedere di tutto'. Ed è questo 'di tutto' che può essere un tutto magnifico, ma anche un tutto pericoloso.

Il Napoli sta facendo i miracoli con un gruppo unito, ma che rispetto a quello di Milan, Inter, Roma e Juventus è inferiore tecnicamente. Nonostante ciò gioca un gran calcio e si porta a casa dei risultati importanti sfatando molti record. Comunque, i conti si fanno alla fine. Arrivare in Champions League dopo aver comprato solo Cavani e ceduto Quagliarella è qualcosa di stratosferico. È lo zoccolo duro che ha fatto la differenza, lo stesso che l'anno passato arrivò sesto e si qualificò per l'Europa. Adesso è tutto diverso, e in queste ultime sei partite può accadere di tutto. Anche che la classifica in testa cambi.