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    Napolimania: in ostaggio di Reina, con un rischio enorme

    Napolimania: in ostaggio di Reina, con un rischio enorme

    • Marco Giordano
    Il Napoli, in questo momento, è ostaggio. Ostaggio di un calciatore amato, apprezzato tecnicamente e dal carisma indiscusso ed indiscutibile. Ma Pepe Reina, in questo momento, tiene in scacco un'intera società. Resta o va via? Sciogliere questa domanda significa sbloccare il mercato, aprire la porta ai nuovi potenziali investimenti. Se non risolvi la questione, non sai se devi andare a prendere un altro titolare tra i pali, uno all'altezza di una squadra che vuol vincere lo scudetto nel 2018. Il Napoli ha preso la sua posizione: ponendo un no secco al triennale chiesto dal manager di Reina, Manuel Garcia Quilon, e con una controproposta che si sostanzia in un prolungamento dell'attuale contratto con una leggera spalmatura dell'ingaggio. Un'offerta in linea con quanto accade in tante grandi club che così si comportano con i loro atleti più rappresentativi che passano una certa soglia anagrafica, quella dei 33-34 anni. E Reina, classe '82, questa soglia l'ha varcata. Il portiere si gode le vacanze ad Ibiza, il suo agente fa filtrare qualche messaggio, condito anche da qualche versione contrastante, un modo prender tempo che sta solo facendo il gioco delle antagoniste del Napoli. Si sta creando un clima sempre più pesante tra la società e Reina. Maurizio Sarri ha, chiaramente, dato input per una risoluzione immediata, visto che lo snodo fondamentale della stagione azzurra ci sarà mentre gli altri sono in spiaggia, in quel preliminare ferragostano spesso letale alle italiane. Il primo esempio delle conseguenze di questo impasse si chiama Adam Ounas. Il Napoli è arrivato per primo sul calciatore del Bordeaux, aveva un accordo già trovato con l'entourage. Non puoi chiudere la trattativa con i girondini perché non sai il budget che hai a disposizione qual è: finisci che Roma e Zenit ora si contendono il campioncino paragonato ad Hazard e dalle parti di Castelvolturno si resta con le pive nel sacco. È la stessa logica sta rallentando il discorso legato ad Alex Berenguer: poche ore fa, Giuntoli ha chiesto all'agente ancora un po' di tempo, c'è bisogno di sistemare le uscite. Ma, il ds è quasi totalmente assorbito dalla questione Reina dove sta lavorando almeno su quattro tavoli: quello del rinnovo dell'estremo azzurro, quello del suo eventuale nuovo numero 12 con Meret  in pole, e quelli delle alternative a Reina, con le trattative lasciate in stand by che portano a Neto e Leno. Un dispendio enorme di energie ed una domanda che il caso Donnarumma apre anche in chiave azzurra: il Milan ha preso pubblicamente posizione, mettendo alle strette un patrimonio ben più importante, come valore, di quello attuale di Pepe Reina. Il Napoli ha compiuto, pubblicamente e privatamente, finora tutti i passi giusti per consacrarsi, anche come politica societaria, al vertice del calcio italiano?

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