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Il mercato del Napoli è partito tra qualche perplessità, ha avuto una grossa impennata nel bel mezzo, ma si è chiuso in sordina, senza l'ultimo 'colpo' (o magari due) che i tifosi si aspettavano. In effetti la squadra sembra essersi davvero rinforzata soltanto in attacco. Dovere, in quanto la dolorosa (seppur annunciata) cessione di Cavani imponeva di muoversi presto e bene per garantire un rinforzo all'altezza in attacco. Il Napoli ha fatto '30 e 31', decidendo di non prendere soltanto un forte attaccante, ma di sfruttare il nuovo modulo di Benitez per creare un 'gruppetto' di attaccanti con Hamsik 'guest star' per sopperire all'assenza del Matador.

Ottimo lavoro, perché è arrivato il più forte attaccante in circolazione (almeno di quelli in vendita) quel Gonzalo Higuain che mezza Europa voleva. Applausi, perché non si poteva fare di meglio per il dopo Cavani. Higuain garantisce tutto quello che serve: gol, assist, giovane età e personalità. In più è arrivato un trequartista di talento come Callejon, che fa l'attaccante aggiunto (due gol in due partite ufficiali) senza dimenticare Mertens, altro attaccante frizzante e veloce. E poi sono notevoli le conferme di Pandev e Insigne, che garantiscono a Benitez un reparto folto e di grande qualità. E tanto per gradire è arrivato anche Zapata, scommessa colombiana che forse il Napoli potrebbe vincere.

E proprio l'acquisto, diciamo così, di Rafa Benitez, è stato il vero colpo di mercato. Allenatore che ha vinto tutto, colto, carismatico e umile. Ha proposto da subito un bel calcio, ma soprattutto si pone con simpatia e grande umanità. Forse il suo arrivo, unitamente a quello di Higuain, Mertens e Callejon, ha offuscato quanto poco fatto negli altri reparti. In difesa, ad esempio, sono partiti Campagnaro e Gamberini. È arrivato un solo rinforzo, l'ottimo Albiol (campione del mondo con la Spagna ed anche lui ex Real Madrid), ma forse serviva un altro elemento. Va bene che con la difesa a quattro si 'perde' un centrale e numericamente non ne serve un altro, ma Britos è ancora da verificare. Dietro lui e Albiol c'è Cannavaro, e dopo ancora Fernandez, il centrale dell'Argentina che il Napoli proverà per l'ultima volta a riabilitare dopo due stagioni in ombra.

Servirà fortuna, sicuramente. Qualcosa si poteva fare sugli esterni, dove Maggio, Mesto, Zuniga e Armero sono reduci da molte stagioni giocate a centrocampo. Di certo Maggio e Zuniga sanno fare i terzini, ma forse almeno un elemento di esperienza (e con maggiori doti difensive) non avrebbe fatto male. Eppure, se Maggio e Zuniga giocano con le nazionali in difesa perché non dovrebbero farlo col Napoli? Dovrebbe essere stato questo il discorso fatto dalla società. Capitolo portiere: il Napoli ha preso un 'secondo' di grandi prospettive, Rafael, e voleva tenere De Sanctis titolare un altro anno. L'abruzzese ha detto 'no grazie' ed è andato alla Roma. Per sopperire il club azzurro ha preso Pepe Reina, spagnolo arrivato in prestito secco dal Liverpool, reduce da una stagione negativa. È da appurare se Reina migliora il ruolo, ma di certo c'è che un giocatore che arriva in prestito, sapendo di avere Rafael col fiato sul collo, rappresenta un altro rischio. L'inizio dello spagnolo non è stato entusiasmante, ma almeno il brasiliano potrebbe subentrare, un giorno, e chiudere definitivamente il discorso. Ammesso che si dimostri forte come ha fatto intravedere in estate.

A centrocampo, semplicemente, il Napoli non ha fatto nulla: riabilitato Inler (messo in panchina da Mazzarri), sarà lui o Dzemaili a contendere il posto da titolare al fianco del superbo Behrami. Va bene, ma forse serviva un quarto elemento di qualità. Si è deciso, invece, di puntare su Radosevic, giovane croato pure lui snobbato da Mazzarri. Altra scommessa. E in ogni caso un centrocampista dai piedi buoni in grado di far girare il pallone sarebbe stato assai gradito (anche da Benitez). Anche in questo caso servirà che Inler e Dzemaili vadano bene, e che Radosevic dimostri di essere un giocatore da Napoli. Altrimenti, a gennaio ci sarà da lavorare.