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Ci sono grane all'orizzonte per Aurelio De Laurentiis. Mentre il suo Napoli tiene botta in campionato (9 punti in più rispetto alla scorsa stagione) e in Europa League (secondo posto nel girone F di Europa League e qualificazione alla portata), alcuni elementi rischiano di turbare l'inizio del 2013 e il proseguimento del campionato azzurro. L'ultimo in ordine di tempo è la situazione dello stadio San Paolo, che anche per colpa di un Comune (quello di Napoli) ben poco efficiente, rischia di diventare esplosiva. La Uefa ormai ha messo nel mirino il club partenopeo: fumogeni, petardi e vie di fuga (le scale) perennemente occupate potrebbero portare ad una squalifica. I lavoretti fatti qua e là per sistemare gli intonaci non bastano, così come i mini tabelloni, che sono solo un contentino per i tifosi. Aurelio si deve guardare dalla scure dell'Uefa, perché l'organismo europeo non scherza. I rigidissimi commissari sono attenti, scrupolosi e zelanti. E purtroppo il presidente azzurro, in questa battaglia per avere lo stadio a norma, è praticamente solo. Il Comune non sembra avere un piano preciso, e anzi bussa (come sempre) a denari.

Il bello è che fonti della questura di Napoli fanno sapere che il problema delle scale occupate (fenomeno presente solo nelle due curve) è praticamente irrisolvibile con l'attuale struttura dell'impianto. A questo punto il rischio di squalifica è concreto, ma non basta. Il Comune di Napoli mette in discussione la convenzione per la gestione dell'impianto, che scadrà nel 2014. De Laurentiis viene accusato di non onorare gli accordi, ma soprattutto di non aver ancora versato 1,6 milioni di euro di canone. Però il presidente azzurro, ad esempio, ha anticipato i 109mila euro per sistemare gli intonaci pericolanti (la manuntenzione spetta al Comune) e si è incaricato per intero dei 120mila euro per rifare il manto da gioco, distrutto (forse dolosamente) questa estate. Perché l'amministrazione comunale chiede soldi quando lascia solo il presidente? Ma soprattutto, si sa che a De Laurentiis non frega nulla di un nuovo stadio. Lui preme per restaurare il San Paolo e renderlo all'altezza della situazione. Invece l'amministrazione guidata da De Magistris continua col voler creare un nuovo impianto: c'è una manifestazione di interesse aperta, che terminerà il 30 novembre.

Il Comune aspetta progetti di privati per costruire un nuovo impianto in periferia. Ovviamente, ad oggi, nessuno si è presentato. Del resto, con un San Paolo da rifare, che senso ha fare un nuovo stadio se il presidente del Napoli non è d'accordo? Spesso nel municipio partenopeo 'dimenticano' che l'unica cosa che davvero funziona è il Calcio Napoli. De Laurentiis non sarà la perfezione, ma di sicuro porta avanti una bella realtà, vincente dal punto di vista dei risultati e anche dei bilanci. Non è che lui debba dettare l'agenda, ma di sicuro meriterebbe di essere assecondato. Del resto De Laurentiis è il solo ad avere un piano per il San Paolo, ma non può portarlo a termine se avrà le mani legate da un Comune che non molla le mani da uno stadio che, seppur carismatico, è arretrato di 30 anni. Si spera che quest'ultima schermaglia (giorni fa si era discusso anche sui mini tabelloni) non porti conseguenze, perché il rischio che De Laurentiis 'molli' il Comune è elevato. E allora a quel punto chi ci va a perdere? Di sicuro i tifosi, già stufi di non poter utilizzare uno stadio all'altezza.