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    Nkunku, il fallimento del Psg: ora disegna calcio, l'Atalanta è avvisata

    Nkunku, il fallimento del Psg: ora disegna calcio, l'Atalanta è avvisata

    • Andrea Ajello
    Il 18 luglio 2019 il Psg cedeva Christopher Nkunku al Lipsia per 12 milioni, tra l’indifferenza generale di chi pensa sempre che “l’erba del vicino sia più verde“. Non è la prima volta che la squadra parigina si priva superficialmente dei suoi giovani cresciuti nel vivaio: Coman, Mendy, Diaby, Maignan e infine Nkunku. Tutti giocatori che hanno lasciato Parigi per trovare spazio altrove. Il rimpianto non è stato però mai grande come nel caso di Christopher. Nkunku infatti, da quando si è trasferito in Germania, ha iniziato un percorso di crescita che lo ha portato ad essere fin qui il giocatore più performante della Bundesliga
    (Lewandowski escluso) e a conquistare un posto nella nazionale campione del mondo.

    LA SVOLTA IN BUNDESLIGA – Per un giovane di talento che ancora deve affermarsi non esiste probabilmente miglior allenatore di Julian Nagelsmann. Arrivano a Lipsia nella stessa estate ma mentre per quest’ultimo già si parlava di un futuro fenomeno della panchina, Nkunku aveva ancora tutto da dimostrare. Non ci metterà molto per conquistare un posto da titolare e diventare fin dal primo anno un elemento importante della squadra che nel 2019/2020 ha sorpreso tutta Europa raggiungendo le semifinali di Champions (uscendo proprio con il Psg). Il merito dell’allenatore bavarese è stato quello di dare continuità a Nkunku schierandolo nella stessa zona di campo, ovvero come mezzala e esterno di sinistra, senza utilizzarlo da jolly schierabile in tutte le posizioni come invece avevano fatto sia Emery che Tuchel nei due anni precedenti. La duttilità del francese, visto a Parigi più come soluzione di emergenza per far riposare qualcuno che come giocatore su cui puntare a tutti gli effetti, si era trasformata in un fattore negativo. Nkunku nel Psg era aveva infatti ricoperto molte posizioni, passando da centrocampista centrale a esterno offensivo sia a destra che sinistra, finendo per giocare anche da terzino. Nel primo anno di Bundesliga, mette a referto 5 gol e ben 15 assist, a cui fanno seguito i 6 gol e 7 assist dell’anno scorso, in cui il giocatore francese era stato trasformato da Nagelsmann in un trequartista con libertà di muoversi su tutto il fronte offensivo, diventando quindi il fulcro del gioco offensivo dei tedeschi.

    NIENTE NAGELSMANN? NO PROBLEM – L’addio di Nagelsmann poteva far credere che alcuni dei giocatori sotto la sua guida, come ad esempio Nkunku, avessero overperformato rispetto al reale valore. Non è questo il caso perché l’ex Psg in questa stagione ha compiuto un ulteriore step diventando a tutti gli effetti la stella del Lipsia. Sia con Marsch che con Domenico Tedesco, subentrato a dicembre, Nkunku diventa ancora più centrale nella squadra giocando sia da prima punta a inizio stagione sia dietro Andrè Silva nel proseguo. Tra gol (26) e assist (15) in tutte le competizioni, il talento francese sta disputando la sua miglior stagione, mostrando una crescita continua. Dei giocatori che sanno fare “un po’ tutto”, spesso viene detto che hanno il difetto di non riuscire però a fare niente così bene. Nkunku rappresenta l’eccezione perché non solo è in grado di fare tutto, ma lo fa anche ai massimi livelli. Il dinamismo e la fisicità della tipica mezzala che va a pressare l’avversario, abbinato alla qualità e visione di gioco del numero 10. Quest’anno ha aggiunto al suo arsenale anche la capacità realizzativa e freddezza sotto porta, come dimostrato dalla tripletta contro il Manchester City e i 26 gol totali quando ancora la stagione non è finita. Ha 24 anni, può giocare in tante posizioni diverse, segna, fa assist e corre. Il Lipsia si gode il suo gioiellino, nel mentre le grandi squadre già preparano l’assalto per la prossima estate. L’Atalanta è avvisata, per accedere alla semifinale di Europa League dovrà cercare di limitare il potenziale offensivo di Nkunku, annullarlo del tutto sembra una missione impossibile.

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