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Una storia complicata, un rapporto finito male. Stefano Okaka, dopo un lungo tira e molla, alla fine del mese di luglio ha lasciato la Sampdoria per tasferirsi all'Anderlecht. Il centravantio scuola Roma ha spiegato i motivi del suo trasferimento in Belgio ai microfoni di Sport/Foot Magazine. Di seguito le sue dichiarazioni: 

INCOMPETENTI - "Perché ho cambiato aria? Può accadere quando si è a conoscenza di problemi in un club gestito da persone incompetenti. Ti dirò tutto: a gennaio arrivai alla Samp dal Parma. Il direttore sportivo non mi voleva, arrivai in blucerchiato grazie al tecnico Sinisa Mihajlovic. Il ds si è sempre giustificato dicendo che aveva letto alcune cose negative su di me su Facebook. Su Facebook! Lavorai molto, nessuno mi ha fatto dei regali. Ad aprile venni convocato nell'ufficio del Presidente assieme a un altro giocatore. Al mio compagno dissero che era fantastico e che avrebbe ricevuto un contratto migliore. A me dissero che erano molto occupati, ma che il mio contratto sarebbe stato rivisto verso il basso. Ho messo il doppio d'impegno in allenamento, e come ricompensa ho ottenuto la Nazionale. Il presidente Massimo Ferrero si congratulò con me. Mi promise anche che avrei potuto ricevere un nuovo contratto con... gli stessi vantaggi! Era troppo per me.Non chiesi niente, ma la situazione non è migliorata, altri invece giocavano bene e iniziavano a guadagnare mezzo milione di euro a stagione. Mi hanno minacciato: "Se non firmi, ti demoliremo a mezzo stampa e faremo in modo che non giocherai più a calcio. La tua carriera è finita". Quindi io non ho giocato e il club ha detto ai giornalisti che ero troppo avido. Ho dovuto lasciare, ma non avevo fatto niente di male al presidente,  anzi: non ho mai fatto richieste spropositate, ho sempre pensato al bene del club".