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Tre partite, tre vittorie, tre gol segnati. Takefusa Kubo è il grande protagonista del torneo olimpico in corso nel Sol Levante, insieme al talento del PSV Eindhoven Doan è il trascinatore di un Giappone che punta deciso alla medaglia. Decisivo nella vittoria 1-0 contro il Sudafrica, a segno nel 2-1 al Messico e nel 4-0 alla Francia di Gignac e Thauvin, con la maglia dell'under 23 sta confermando la crescita esponenziale che ha avuto nelle ultime due stagione. La sua storia sportiva è degna di un film, l'arrivo a La Masia a 10 anni, il rientro in Giappone nel 2015, in seguito alle sanzioni al Barcellona in merito al tesseramento di calciatori minori, il ritorno in Spagna nel 2019, ai rivali del Real Madrid, che l'ha parcheggiato prima al Maiorca, poi a Villarreal (dove ha giocato pochissimo) e Getafe. 

MESSI - Kubo è cresciuto con il soprannome di 'Messi giapponese', nelle prime tre uscite olimpiche ha fatto cose favolose che in parte hanno ricordato suo Maestà Leo. A guardarlo, con quella faccia da bambino, sembra uscito da un manga. Ma con la palla ai piedi è impressionante. A 20 anni, nonostante un fisico da Mighty Max, è un giocatore moderno, tecnico, rapido, intelligente nelle letture. Ora sulla strada del Giappone per la finale ci sono Nuova Zelanda e una tra Spagna, la favorita numero uno, e Costa d'Avorio, ma con questo Kubo tutto può succedere. 
FUTURO - Dopo il 7 agosto ci sarà modo di parlare di futuro. Il contratto con il Real Madrid è in scadenza nel 2024, ma difficilmente ci sarà spazio per lui alla corte di Ancelotti. Più probabile una cessione, in prestito o addirittura titolo definitivo. Con l'obiettivo di monetizzare. In Spagna hanno accostato il nome di Kubo al Milan, di certo dopo questa Olimpiade ci sarà tanto lavoro per il suo agente. Che dovrà trovare una sistemazione al suo ragazzo d'oro. Come la medaglia che sogna.