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Tommaso Ghirardi è un uomo con la schiena dritta. L'ha dimostrato con le dichiarazioni secche e durissime che ha pronunciato oggi, inchiodando spalle al muro la Lega di serie A e la Federazione Italiana Giuoco Calcio. 
In un Paese normale, non è il presidente del Parma che se ne deve andare in segno di protesta dopo la scandalosa esclusione dall'Europa League, la cui qualificazione era stata conquistata sul campo. No, Ghirardi deve restare al suo posto. Perchè ha ricostruito il Parma dalle macerie del più grande crac italiano e d'Europa, come lo stesso presidente ha ricordato, trasformandolo in una società modello; perchè la qualificazione all'Europa League è stato il coronamento di un lavoro esemplare.
In un Paese normale, i primi a dimettersi dovrebbero essere il presidente della Lega (il cui silenzio è sempre più assordante e imbarazzante, considerato che Ghirardi è anche consigliere di Lega) e della Federcalcio, alla luce delle parole dl presidente del Parma. Questi ci ha raccontato come siano andate le cose e che razza di consigli gli siano stati dati dalle istituzioni, alle quali si era rivolto per avere lumi. Consigli così illuminanti da costare al Parma la partecipazione all'ex Coppa Uefa.
In un Paese normale. Non nell'italica repubblica del pallone dove, come dice Ghirardi, vince chi urla, chi batte i pugni sul tavolo, chi è arrogante, chi va allo stadio con le bombe carta, chi obbliga lo Stato a trattare perchè si giochi una partita, sotto gli occhi delle alte cariche dello stesso Stato.
In un Paese normale, dopo quanto hanno fatto al Parma, dopo quello che ha fatto in difesa del Parma, Ghirardi dovrebbe diventare presidente della Lega o della Federazione. 
Quando si dice la coincidenza, proprio oggi, il presidente del Coni ha annunciato l'entrata in vigore dal 1° luglio della riforma della giustizia sportiva. Meglio tardi che mai, ma la colpa non è certo di Malagò, che è stato eletto il 19 febbraio 2013 e da allora sta prendendo a scudisciate vizi e difetti del pallone.
Del Coni è l'Alta Corte di Giustizia che ha fatto fuori il Parma pur riconoscendo l'ingiustizia perpetrata ai suoi danni dalla normativa Uefa che, però, la stessa Alta Corte dice di non poter cambiare. Vada a spiegarlo ai tifosi del Parma e, più in generale, ai tifosi di un calcio squinternato che avrebbe bisogno di uno, dieci, cento Ghirardi.

Xavier Jacobelli
Direttore Editoriale www.calciomercato.com