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SI FA PRESTO A DIRE MERCATO - Rapido riepilogo delle ultime ore. E' arrivato Lemina, per complessivi 11 milioni. E' giovane, è duro, gioca davanti alla difesa. Alla Juventus devono aver capito che i tempi di recupero di Khedira e di Asamoah saranno più lunghi del previsto. Considerazione: Baselli sarebbe costato meno della metà. Cairo per lui e Zappacosta ha messo sul tavolo 10 milioni.

E' arrivato anche Hernanes anche lui per 11 milioni: ha trent'anni, un passato in Brasile da metodista davanti alla difesa, da mezz'ala (nelle sue stagioni migliori) alla Lazio, da trequartista (con alterna fortuna) all'Inter. Ha firmato un contratto di tre anni a 2,7 milioni di euro a stagione. 

Dopo tre mesi passati alla ricerca di un trequartista, dopo la telenovela Draxler nella quale visibilmente la Juventus è stata usata (e forse turlupinata) se non dallo Shalke, dal giocatore e dai suoi agenti, la Juventus è stata costretta a virare su Hernanes. Sorprende che di fronte alle reiterate difficoltà per chiudere con i tedeschi, la Juventus non abbia predisposto in tempo un piano B. E' dal gennaio scorso che a Torino cercano un trequartista. Ma non ne hanno individuati. O non erano sul mercato. O erano troppo costosi. O non convincevano la dirigenza e l'allenatore. In tutto il pianeta la Juventus non ha trovato un solo giocatore adatto. Molti tifosi sono infuriati con Marotta che con l'operazione Hernanes ha contribuito a finanziare il mercato dell'Inter. La società che (non troppo tempo fa) Marotta aveva bollato pesantemente dopo l'inopinato fallimento dello scambio Guarin-Vucinic.  

UN PROFETA DA RIGENERARE - Francamente non so cosa possa dare Hernanes alla Juventus. E' tecnico, sa fare gol, ha un gran tiro ma non è un crack. Ha talento, non ha carisma. Ma sa tirare punizioni e rigori. Un Profeta da rigenerare. Potrà risolvere i problemi emersi alla Juventus? Problemi che nascono in mezzo al campo. L'idea balzana di poter fare a meno di un regista, affidando la “creatività“ venti metri più avanti a un fantasista. Ma io sono di parte: mai giocherei senza un regista in squadra. Nella prima parte del mercato Marotta (autocongedatisi Pirlo e Tevez) si era mosso adeguatamente: Neto, Rugani, Dybala, Mandzukic, Khedira, Zaza, (Berardi bloccato per la prossima stagione), venduto (bene) Ogbonna . Poi, dalla cessione di Vidal, la sensazione di una navigazione a vista.  
  
LA “GRATITUDINE“ - Marotta vende Vidal e lo vende bene. Ma reinveste su Alex Sandro, un terzino: ottimo giocatore pagato forse troppo. 
Arriva il tormentone Llorente-Zaza: va il primo, resta il secondo. Contrordine:  va il secondo resta il primo. Ancora dietrofront: resta Zaza, va Llorente a zero.  Per “gratitudine“, formula abusata per professionisti che percepiscono milioni di euro di ingaggio. A Torino ultimamente ne abusano. A zero (prestito gratuito) sono andati anche Isla e De Ceglie non per gratitudine ma per liberarsi degli ingaggi.

LA VARIBILE CUADRADO - Arriva Cuadrado e lo scenario cambia. Siamo alle scatole cinesi. Per essere efficace Mandzukic ha bisogno di cross. I cross li fanno i terzini e le ali. Cuadrado è un'ala. Ma per rendere anche lui ha bisogno di essere innescato da un “pensatore” che lo faccia correre. E che la Juventus non ha. Ha Marchisio che è uomo d'ordine, non un “ pensatore”. Poi Marotta vende (bene) Coman. Marotta come Sabatini: compra a poco (a zero in questo caso) e vende a molto. Speriamo che Pep Guardiola si sbagli visto che ha consegnato ai microfoni il seguente messaggio: “Con Coman abbiamo il nuovo Robben”. Auspichi la Juventus di non doversi pentire per la sua decisione. Specie considerando la dilatazione dei prezzi: davanti agli 80 milioni spesi dallo United per Martial, i 30 di Coman sono spiccioli. 
 
Fino alla conclusione dello psicodramma Draxler. “Mai veramente trattato“ ha detto Marotta. Va beh: la storia di Collodi è nota e non sarò io a rinfrescarla. Non mi azzardo a tirare conclusioni. Nel calcio vieni smentito rapidamente. La mia impressione è che la Juventus avrebbe dovuto muoversi diversamente nella seconda parte del mercato. La mia impressione - suffragata da quanto visto finora - è che le squadra manchi di qualche cosa di fondamentale: la personalità. Quella che Pirlo, Tevez (e in parte anche Vidal) le assicuravano. 

Ha detto sagge parole De Rossi: “Un Vidal forse lo trovi. Più difficilmente trovi un Tevez, ma ti puoi arrangiare. Un Pirlo non lo trovi“. Col senno di poi io al Bayern avrei detto: “Volete Vidal? Va bene. Parliamo anche di Xabi Alonso“. Non Goetze, ma quel giocatore che avrebbe potuto essere della Juventus e che non arrivò perché  qualcuno a suo posto preferì il fabbro Poulsen. 

La priorità era quella: un'organizzatore di gioco. Faccio mea culpa. Anche io ero rimasto suggestionato dall'ipotesi trequartista. E adesso? Adesso mi dispongo, come tutti, a vedere come verrà sbrogliata la matassa. Senza isterismi, ma anche con la convinzione che qualche cosa nelle ultime settimane sia accaduto. 

I boatos non mancano. Non mi iscrivo al cast dei pettegolezzi che circolano. Ma posso assicurare che una certa irritazione da parte della Famiglia è trapelata: e di un Agnelli furibondo la sera del fallimento dell'operazione Draxler. Si può “perdere“ un giocatore. Non arrivare alle ultime ore di mercato e mettere sotto contratto un ripiego. Il migliore probabilmente disponibile: ma pur sempre un ripiego. Questione anche di immagine, per la Juve. Sinceri auguri ad Hernanes. Sarebbe un disastro se la questione oltre che di immagine dovesse rivelarsi di sostanza.  

RIEPILOGO DEL MERCATO JUVE - 

ARRIVI: Dybala (a, Palermo), Khedira (c, Real Madrid), Mandzukic (a, Atletico Madrid), Rugani (d, Empoli), Neto (p, Fiorentina), Zaza (a, Sassuolo), Alex Sandro (d, Porto), Vadalà (a, Boca Juniors), Cuadrado (c, Chelsea), Lemina (c, Marsiglia), Hernanes (c, Inter). 

PARTENZE: Pepe (c, Chievo), Romulo (c, Verona), Tevez (a, Boca Juniors), Matri (a, Lazio), Storari (p, Cagliari), Pirlo (c, New York City), Ogbonna (d, West Ham), Marrone (c, Carpi), Vidal (c, Bayern Monaco), Tello (c, Cagliari), Llorente (a, Siviglia), Coman (a, Bayern Monaco), De Ceglie (d, Marsiglia), Isla (c, Marsiglia).


SU ROMA-JUVENTUS 

SPARARE SUL PIANISTA? - Sparare sul pianista non mi piace. Ma mi piace dire la verità: anche quando è scomoda. La Roma ha strameritato. Le manca un rigore, ha preso un palo clamoroso. Alla Juventus manca (forse) un “rigoretto“ ma il pareggio che ha sfiorato, giocando in 10, di nervi, negli ultimi minuti sarebbe stato una beffa per la Roma, che oggettivamente ha dominato. La Juventus è stata, tranne nei minuti finali, imbarazzante. 
L'INCOLPEVOLE PADOIN - Sparare sul pianista non mi piace ma Allegri sta collezionando primati poco invidiabili. In due giornate la sconfitta interna con l'Udinese, zero punti dopo due gare. Allegri predica pazienza ma dovrà assumersi le sue responsabilità. La Juventus cervellotica dell' Olimpico l'ha schierata lui. Una Juventus dove nessuno pensa calcio, dove non c'è un leader in campo, dove i meccanismi sono ingolfati. Dybala e Mandzukic non si conoscono. Non si conoscono negli automatismi, nei movimenti, visto che poco e niente hanno giocato assieme. Ma è stato Allegri a sperimentare, schierando sorprendentemente per settimane Coman: uno destinato alla cessione. 
 
Questo è solo un aspetto della questione. E' vero, mancavano Marchisio e Khedira. Ma erano situazioni da ipotizzare: i giocatori si possono far male. E tu devi avere alternative in grado di sopperire. Invece la Juve è passata da Pirlo (e nel caso a Marchisio) a Marchisio (e al nulla). 
L'incolpevole Padoin al quale si possono chiedere (e le fa) tante cose, ma non di ispirare il gioco. Da un anno avevo sommessamente fatto il nome di Baselli (contro la Fiorentina ancora in gol. E che gol).  

Mi stupisce Allegri che dichiara: "Battiamo meglio i corner dell'anno scorso". Ma certo: però la Juve gioca male. La gara dell'Olimpico è stata un incubo.

POCO DA SALVARE - Cosa salvare? Poco. Buffon, qualche accelerazione di Pereyra. E la vena di Dybala (non solo per il gol): giocatore vero.  
C'è da lavorare molto. Molto di più di quanto non fosse lecito ipotizzare. Anche sulla emotività in campo. Troppi giocatori se le “dicono“. Troppe proteste. Ma la reazione ( della squadra, non dell'allenatore, negli ultimi minuti ) lascia sperare per il futuro. Non mi convince l'Allegri che sperimenta come se il tempo fosse infinito. Non lo è. Il calendario non lo aiuterà. Scelga una formazione logica e insista.   

IL DEMIURGO CHE NON C'E' - La Champions è a metà settembre, a casa del City. Per mettere insieme qualche cosa di diverso  (rispetto all'inquietante Juve vista a Roma) Allegri avrà (nella sosta nazionali se ne andranno in sedici) poco tempo. Non dimentico quanto Allegri ha fatto la scorsa stagione. Quanto di buono ha proposto. Ma quelli erano gli ultimi scampoli della Juve di Conte. Guai se Allegri volesse a tutti i costi “inventare“ una nuova Juventus, senza tener conto dei pregi e dei difetti di quella che ha vinto quattro scudetti di fila. Ripeto: non preoccupa la seconda sconfitta consecutiva. Preoccupa l'inesistenza del gioco. Finora, né in precampionato, né a Shangai, né in campionato il gioco si è visto. Le assenze giustificano fino ad un certo punto. Anche senza un demiurgo (quello che la Juventus non ha voluto o potuto prendere ), non si può giocare così male. Alla ripresa la Juventus incrocerà il Chievo: storicamente un brutto cliente. Per l'attuale Juve, probabilmente uno dei peggiori. 


RISPOSTE AI LETTORI 

Bianconero 1981: se si riferisce a me non mi pare di essere mai stato “tenero“. In ogni caso non condivido il suo pessimismo. Forse sono un inguaribile ottimista.  

Amore Infinito:  E' dal gennaio scorso che Allegri lo chiede. Sarà contento di come sono andate le cose? Non credo . 

FB 50195:  E' vero, Cuadrado è simpatico e mediaticamente un volto che piace. Spero faccia bene.  Le mie riserve sono sulla sua “maturità” tattica. E poi anche sul “peso“. Caudrado è agile e leggero. Credo che al Chelsea abbia fallito anche per una questione di peso. Cuadrado ha velocità europea (rimando a una bella analisi di Mario Sconcerti sul Corriere della Sera a proposito della velocità delle squadre europee rispetto a quelle italiane) ma non il “peso“. Insomma puoi essere Sterling ma se hai bacino basso e solidità reggi l'impatto con i difensori. E' una questione di stabilità. Quanto a Berardi ognuno resta con evidenza della propria idea. Non era e non sarebbe stato la mia prima scelta. Ma di fronte alle mille difficoltà del mercato - per il ruolo - io l'avrei preso subito. Quanto alla “maturità“, beh le cifre sono dalla parte di Berardi: come numero di gol e come assistenze. Considerato che si tratta di un giocatore che tira rigori e punizioni, direi che la Juventus avrebbe potuto provarci. Come ha fatto con Dybala, come ha ritenuto (ma 30 milioni complessivi sono tanti) di non dover fare con Coman. Ma l'ha fatto Guadiola, uno che di calcio ne capisce .

Alessandro Bracca 1:  Già Draxler...... Io l'ho detto cosa avrei preferito:  un giocatore con caratteristiche alla Pirlo. Ho detto “caratteristiche“ , Pirlo è unico. Quindi Xabi Alonso, Gundogan, Banega, Arteta, gente di questo tipo visto che Modric e Thiago Alcantara e credo anche Verratti (che comunque al Paris gioca accanto a Motta) non sarebbero stati accessibili. Magari anche gli altri non sarebbero risultati praticabili, ma forse un poco di più, sì: chissà. Mi sarei accontentato (ma che bravo!) del giovane Baselli. 

Canatris:  Senta, le affido una suggestione. Il più economico ma esperto nel ruolo (anche se avanti negli anni) si chiamava Pizarro.  

Antony 63:  Dybala alla Messi è una cosa complicata. Primo Dybala non è Messi. Secondo, al Barcellona, Messi gioca in quella posizione, perché Suarez si è convinto a fare cose (“ la sponda“) che non aveva mai fatto. La Juve ha Mudzukic che ha caratteristiche assai diverse:  è uno che va servito e che non ha piedi eccellenti per “lavorare“ i palloni. Con i recenti eventi peraltro la domanda è: quanto giocherà il croato?  L'ipotesi di un attacco agile con Cuadrado, Morata, Dybala, non è probabilmente peregrina.  

Frankiemeraviglia: E' vero avrei dovuto esplicitare meglio il mio pensiero. Che era questo “più veloce nella preparazione ed esecuzione del tiro“. Ha fatto bene a farmi quella osservazione.