Quando l'Inter si sarà sbarazzata dell'elefantiaco - per il peso specifico sul bilancio - Lucio, Silvestre diventerà un difensore nerazzurro. Un affare per Moratti, che con 9 milioni di euro si assicura uno dei migliori centrali in Italia. Così bravo che anche Prandelli avrebbe dovuto pensarci, ma non divaghiamo. Per via dell'effetto domino, il Palermo si ritroverà sguarnito di una delle sue colonne, che dopo un anno da streghe ha legittimamente alzato l'asticella delle sue ambizioni professionali.

Qui si registra la prima tappa fondamentale dall'avvento di Perinetti: adesso non bisogna toppare col sostituto. Va da sé che il vuoto va colmato: ok Mantovani, impossibile arretrare Migliaccio che, al contrario, guarda avanti, lontano da Palermo; Munoz, Labrin e Milanovic sono dei giovani di belle speranze, tutt'altra cosa che un possibile surrogato di Silvestre; e Cetto, che ben prometteva, al momento è soltanto una zavorra nell'organico. Rossettini è già andato al Cagliari, ma realisticamente non poteva essere lui l'alter ego di un giocatore monstre come Silvestre.

Dicevamo che non bisogna sbagliare, e non può essere altrimenti. Reperire un dopo-Silvestre in Italia è missione risibile a parole, figuriamoci all'atto pratico. La speranza è trovare il tesoro scandagliando il mercato internazionale, magari travalicando i confini europei. Lo capiamo bene: scrivere è facile, realizzare il colpo la vera impresa titanica per i dirigenti. La stanza dei bottoni ne è consapevole e farà del suo meglio. Con la possibilità - speriamo di no - di sbagliare: del resto di Silvestre ne esiste uno solo.