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Il solito Milan che non ti aspetti, perché batte 3-2 la Fiorentina nella giornata più temuta. Un Milan da applausi, che va subito in vantaggio con Ibrahimovic, poi viene raggiunto e superato dalla Fiorentina, ma alla distanza ha il carattere, le forze e soprattutto le qualità tecniche, prima per riacciuffare il pareggio con Diaz e infine per vincere grazie all’acuto decisivo di Calhanoglu. E’ la dimostrazione che la stanchezza è un facile alibi, tipicamente italiano, perché la squadra di Pioli era già riuscita a vincere prima a Roma e poi a Verona, al termine delle settimane con gli impegni ravvicinati di Europa League e di campionato. Dopo aver giocato giovedì sera contro il Manchester United, stavolta i rossoneri riescono a superarsi a Firenze, dimostrando di strameritare un posto nella prossima Champions, perché non è più il caso di ripensare allo scudetto, visto che l’Inter ha 6 punti di vantaggio con una partita in meno e con i confronti diretti a favore, in caso di parità finale.

Rovesciando il discorso, questa sconfitta rappresenta un nuovo campanello d’allarme per la Fiorentina, raggiunta da Spezia e Benevento. La squadra di Prandelli, infatti, a metà ripresa aveva il risultato e la partita in mano, ma non è stata in grado di portare a casa almeno il pareggio malgrado un grande Riberry.

SUBITO IBRA - Pioli recupera Tonali al posto del deludente Meitè in mezzo al campo, in linea con il titolarissimo Kessie, rilancia Diaz a sinistra, ma soprattutto ritrova dall’inizio Ibrahimovic. E il totem rossonero torna subito al gol, che gli mancava dal 7 febbraio quando ne segnò due al Crotone, scattando sul filo del fuorigioco per battere di sinistro Dragowski. Merito suo che non fallisce la facile conclusione in totale libertà, di Kjaer che lo pesca nell’area di rigore avversaria con un lancio lungo, e colpa dei difensori viola che sbagliano il tempo per far scattare il fuorigioco, lasciando troppo solo lo svedese. Sembra il modo più rapido per riavvicinarsi all’Inter, perché il Milan è ben protetto in difesa grazie alla coppia Kjaer-Tomori che non fa rimpiangere il capitano infortunato Romagnoli e pericoloso sulla sinistra quando Hernandez mette il turbo e scatta sulla fascia. Mancano, invece, le accelerazioni di Saelemaekers e Dalot a destra e soprattutto la regia di Calhangoglu, che fatica a entrare in partita.

PUNIZIONE PULGAR - Sorpresa dal gol di Ibrahimovic, la Fiorentina ha il merito di non abbattersi, trascinata dalla personalità di Ribery che a quasi 38 anni si butta su tutti i palloni, cercando di smarcare l’unica vera punta Vlahovic, nel 4-4-1-1 di Prandelli in cui Bonaventura si scambia la posizione sulla sinistra con Castrovilli, mentre Pulgar rimane al centro con Eysseric a destra. Il Milan è costretto subire, ma il pareggio arriva soltanto su punizione. Pulgar dalla sinistra calcia fortissimo sotto la traversa e Donnarumma, scattato con un attimo di ritardo, riesce soltanto a schiaffeggiare il pallone che si infila alle sue spalle.

DOPPIO PALO - E’ un gol importante che regala il meritato pareggio alla Fiorentina e le dà la spinta per cercare il raddoppio, soltanto sfiorato da uno spettacolare colpo di tacco di Pezzella che colpisce il palo alla destra di Donnarumma. E’ la prova che in campo c’è più Fiorentina che Milan, ma l’impressione viene subito cancellata dalla grande occasione a favore dei rossoneri. Calhanoglu, nell’unico suo lampo del primo tempo, smarca in profondità Ibrahimovic che di sinistro colpisce la traversa, pareggiando il conto anche dei pali.

BOTTA E RISPOSTA - Il pareggio con cui si conclude il primo tempo dura pochissimo perché all’inizio della ripresa la Fiorentina passa per la prima volta in vantaggio con l’azione più bella della partita. Eysseric sulla destra approfitta delle lacune difensive di Hernandez e rimette al centro un bel pallone che Vlahovic appoggia a Ribery, perfetto nella conclusione di sinistro. Nemmeno stavolta, però, è finita perché il Milan non si arrende e riacciuffa il pareggio, sfruttando nuovamente le incertezze della coppia centrale Milenkovic-Pezzella. Sull’angolo di Calhanoglu, infatti, Kjaer salta indisturbato e fa arrivare il pallone a Diaz che dalla sinistra infila Terracciano, entrato alla fine del primo del tempo al posto dell’infortunato Dragowski. Siamo di nuovo in parità, ma non resiste nemmeno il 2-2.

RISVEGLIO CALHANOGLU - Pioli non si accontenta del punticino e inserisce forze fresche, rilanciando Bennacer al posto di Tonali e Castillejo al posto di Saelemaekers, mentre Prandelli inaugura i suoi cambi, con la staffetta Venuti-Castrovilli. Ma la vera svolta è offerta da chi era in campo dall’inizio. Tomori è bravo a uscire dall’area servendo Kessie, svelto a smarcare a sinistra Calhanoglu che finalmente trova la conclusione perfetta con un diagonale che si infila nell’angolino. E’ il suo primo gol su azione in campionato, che vale il definitivo 3-2. La classifica adesso dice che il Milan è a meno 6 dall’Inter, ma soprattutto è a più 4 sulla Juventus e sull’Atalanta, terze e quarte. E a dieci giornate dalla fine è una gran bella notizia, perché il posto per la prossima Champions è sempre più vicino, oltre che meritato.


 
IL TABELLINO

 Fiorentina-Milan 2-3 (primo tempo 1-1)

Reti: 10’ p.t. Ibrahimovic (M), 18’ p.t. Pulgar (F), 7’s.t. Ribery (F), 12’ s.t. Diaz (M), 28’ s.t. Calhanoglu (M)
Assist: 10’ p.t. Kjaer (M), 7’ s.t. Vlahovic (F), 12’ s.t. Kjaer (M), 28’ s.t. Kessie (M)
Fiorentina (4-4-2): Dragowski (44’p.t. Terracciano); Milenkovic, Pezzella (34’ s.t. Callejon), Quarta, Caceres; Bonaventura, Pulgar (34’ s.t. Kouame), Castrovilli (26’ s.t. Venuti), Eysseric; Ribery, Vlahovic. All.Prandelli
Milan (4-2-3-1): Donnarumma; Dalot, Kjaer, Tomori, Hernandez; Tonali (13’ s.t. Bennacer), Kessié; Saelemaekers (13’s.t. Castillejo), Calhanoglu (45’ s.t. Meitè), Diaz (34’ s.t. Krunic); Ibrahimovic. All.Pioli
Arbitro: Guida di Torre Annunziata
Ammoniti: 41’ p.t. Calhanoglu (M), 3’ s.t. Tonali (M), 20’ s.t. Prandelli (F), 43’ s.t. Kouame (F), 45’s.t. Meitè (M)