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Paul Pogba c’era rimasto male. Non per la punizione, inevitabile; ma per il malinteso che l’aveva generata. A inizio novembre il giovane francese era arrivato tardi a due allenamenti e Conte l’aveva escluso dalla trasferta di Pescara. Il secondo ritardo era dovuto alla necessità di sbrigare alcune questioni burocratiche e Pogba aveva cercato di giustificarsi. Conte fu giustamente inflessibile. Il modo migliore per governare uno spogliatoio è far rispettare sempre le regole: a tutti, in particolare a un ragazzo di talento che rischia di montarsi la testa. Per fortuna della Juventus, Pogba non è il tipo da perdere di vista la realtà e lo ha dimostrato subito dopo quell’episodio, con un comportamento responsabile e maturo. Oggi Paul compie 20 anni e della Juve non è più una riserva e una speranza, maun titolare e una certezza.

Già leader In questa sua prima stagione italiana Pogba ha fatto vedere grandi qualità: un formidabile tiro da fuori, lo stacco aereo, la capacità di recuperare il pallone anche quando sembra in ritardo, una buona visione di gioco. Ma ad aver impressionato è stata soprattutto la personalità. Domenica contro il Catania il francese si è messo la Juve sulle spalle e nel secondo tempo è stato strepitoso per continuità, determinazione, voglia di vincere. Ha fatto le due fasi, ha spinto i compagni, ha trasmesso fiducia. Allo Stadium si percepiva l’attesa per una sua giocata decisiva e invece del tiro è arrivato il cross per Giaccherini, preceduto da un sontuoso stop volante. Una prova da leader.

Progressi continui Di Pogba conquista il senso di superiorità che trasmette. È come se giocasse in surplace, come se tenesse da parte un dieci per cento del suo potenziale da usare in caso di necessità. E poi entusiasmano i progressi: Pogba cresce di partita in partita, i tifosi della Juve stanno assistendo alla nascita di un campione. La convocazione nella Francia è il giusto premio a una stagione ottima, ben superiore alle pur alte aspettative. Pogba ha giocato in 28 delle 41 partite fin qui disputate dalla Juve, è rimasto in campo 1.683 minuti, è stato titolare 17 volte, ha segnato 5 gol come Pirlo (due decisivi). È il dodicesimo titolare, un’arma in più, un piccolo campione: tutto questo a 20 anni.

Paragoni Il fatto che il suo procuratore sia Raiola non è certo la migliore garanzia per un lungo futuro in bianconero, ma è evidente che Marotta e Paratici faranno di tutto per non ripetere l’errore di Alex Ferguson. Al di là delle classiche problematiche legate ai contratti e alle ambizioni professionali dei giovani talenti, il tecnico del Manchester United aveva probabilmente sottostimato il valore di Pogba. E adesso giornali e tifosi inglesi lo criticano per aver lasciato ai bianconeri un giocatore che viene già paragonato a fuoriclasse come Vieira, Rijkaard e Yaya Touré. Pogba sta conquistando tutti con le prestazioni e il comportamento. Per conoscerlo meglio, può essere utile osservarlo a fine gara: Paul stringe la mano a tutti gli avversari e non è mai un gesto meccanico. È quasi un inchino, anche se a inchinarsi spesso dovrebbero essere gli altri.