Un’altalena di emozioni per il Napoli che va avanti, si fa rimontare, ma poi riesce a rigovernare partita e risultato. Quattro gol e tre punti che gli servono per rafforzare il secondo posto, per tenere a distanza chi rincorre, ma anche per restituire un po’ di tranquillità ad un ambiente che, in attesa dell’Arsenal in Europa League, correva il rischio d’andare in depressione. Chi ne fa le spese è l’Udinese che, classifica alla mano, ora è costretta a preoccuparsi molto seriamente.

In quanto alla partita, il copione è subito chiaro: l’Udinese messa in ansia dai successi di Bologna, Spal ed Empoli ha chiaro nella mente quello che può e che deve fare: copertura attentissima del campo, quasi tutti dietro la linea della palla e, catturato il pallone, all-in sulla velocità degli attaccanti. Copertura e ripartenza, insomma. O, come si diceva una volta: difesa e contropiede. E questo sa farlo molto bene, l’Udinese, con Lasagna più a sinistra che crea problemi a Malcuit ed a Maksimovic e soprattutto con Pussetto, il quale quando punta la porta batte Koulibaly nel breve anche sul percorso lungo.  L’idea c’è, ma dura un quarto d’ora. Perché il Napoli che recupera la coppia dei centrali di difesa, che torna a Malcuit e Ghoulam laterali bassi, che porta Zielinski in mezzo al posto di Fabian influenzato e che, unica vera novità, mette a Younes la maschera di Insigne, appena riesce a palleggiare con rapidità cerca e trova poi lo spazio per far gol. Così accade quando Mertens (17’) offre proprio a Younes il destro a giro che non perdona Musso. Roba alla Lorenzinho. Ed è così che praticamente si presenta Younes reduce da brutti accidenti e lunghe assenze.  E non finisce qui. Perché (26’) è proprio lui che innesca Mertens il quale  anche stavolta da sinistra pesca tutto solo Callejon. E’ sporco il tocco dell’esterno e proprio per questo forse frega Musso.

Manco mezz’ora di partita e vantaggio doppio per gli azzurri. Ma quello che sembra un tranquillo pomeriggio-sera cambia presto. Per colpa del Napoli e merito della squadra di Nicola, si capisce. Infatti, il Napoli  diventa presuntuoso,  pensa - sbagliando - che tutto sia già scritto e già deciso. Insomma, rallenta, perde d’attenzione, si scolla tra difesa e centrocampo anche perché Malcuit e Ghoulam fanno i vacanzieri (cioè vanno avanti scoprendo troppo le due fasce), fa un sacco di fesserie anche con chi di solito è tra i bravi (Allan, Zielinski e Koulibaly) e l’Udinese cresce. Nel senso che non difende e riparte solamente. No, tiene bene tutto il campo, adesso. Disegna geometrie in velocità e salta facilmente anche le marcature. Sotto di due gol non si sente persa, insomma, ma comincia a giocare un calcio più propositivo. E in cinque minuti (30’ e 35’) prima con Lasagna e poi con Fofana pareggia il conto. Accade, se si vuole, quello che nessuno s’aspettava. Almeno, nessuno sulla panchina azzurra, tant’è che poco manca che Ancelotti non entri in campo per dare di persona una scrollata ai suoi, mentre il povero Ospina (42’) finisce di corsa in ospedale per le conseguenze di un involontario calcio sulla fronte di Pulsetto dopo cinque minuti appena. Sembrava essersi ripreso, il portiere colombiano, ma poi ha un capogiro, s’accascia e partono subito i soccorsi. Resterà in osservazione in ospedale, Ospina, ma la grande paura sembra già alle spalle.

Insomma, il Napoli non va. Gli occorre qualcuno che gli dia una mossa, che ristabilisca quell’ordine nel gioco che non c’è. O, almeno, che sfrutti l’occasione per  recuperare partita e risultato. Ebbene, questo signore c’è. Si chiama Milik, il polacco che ci sta prendendo gusto a fare gol. Angolo di Callajon (7’), infatti, e  gran girata di testa che riporta il Napoli in vantaggio. Ebbene, è un ansiolitico quel gol. Perché il Napoli si calma. Non ha più frenesie, rasserena il suo gioco che diventa quindi più preciso. E dopo il gol non è un’ esagerazione dire che il nuovo equilibrio azzurro è anche merito di Verdi, il quale sostituisce Younes, ma diversamente da Younes  assiste e copre  meglio Zielinski a centrocampo. Sì, il Napoli è più attento e tanto basta per tenere a bada l’Udinese che Nicola prova inutilmente a riprogrammare con Ingelsson (per Sandro)  e De Maio (per Ter Avest). Inutilmente perché (69’) il conto lo chiude il signorino Mertens, per i suoi gusti a corto di gol da troppo tempo: punta l’area, Ciruzzo, poi sterza sul sinistro e incrocia dove Musso non ci può arrivare. Passa così la grande paura. I guai, invece, sono tutti per l’Udinese che torna nella zona ad alto rischio. 

IL TABELLINO

Napoli-Udinese 4-2 (primo tempo 2-2)

Marcatori: 17' pt Younes, 26' pt Callejon, 30' pt Lasagna, 36' pt Fofana

Assist: 17' pt e 26' pt Mertens, 30' pt Fofana, 36' pt Ter Avest

NAPOLI (4-4-2): Ospina (44' pt Meret), Malcuit (41' st Hysaj), Maksimovic, Koulibaly, Ghoulam; Callejon, Allan, Zielinski, Younes (12' st Verdi); Milik, Mertens. All. Ancelotti 

UDINESE (3-5-2): Musso; Larsen (41' st Okaka), Mandragora, Troost-ekong; Ter Avest (23' st De Maio), Fofana, Sandro (19' st Inglesson), De Paul, Zeegelaar; Pussetto, Lasagna. All. Nicola

Arbitro: Valeri di Roma

Ammoniti: 11' pt Zielinski, 13' pt Sandro