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La "manita" rifilata dal Parma al Genoa (5-1) conficca ancor più il Grifone in fondo alla classifica, davanti di un punto soltanto ai cugini della Sampdoria. E seppellisce la panchina di Aurelio Andreazzoli, già sfiduciato dopo il tonfo  casalingo col Milan (l'ultimo hurrà di Giampaolo). Per la sua eredità sgomitano Guidolin, Nicola e Di Biagio, l'ex ct dell’under 21 è stato avvistato in tribuna al "Tardini". Con Preziosi di mezzo non sono escluse sorprese. Il patron rossoblù vorrebbe Gattuso, che ha già declinato l'invito, ma farà un estremo tentativo per fargli cambiare idea. Con scarse speranze. Rino guarda più in alto. Il Parma ha il cuore nelle rose. Peccato il nuovo infortunio a Inglese, appena rientrato in organico. Cornelius non lo ha fatto rimpiangere, segnando una tripletta.

Cornelius era subentrato dopo appena 10' all’infortunato Inglese. Quando si dice che da una disgrazia può nascere una fortuna. In appena 8' - dal 38' al 45' del primo tempo - il Parma ha messo in cassaforte la vittoria. Con tre lampi abbaglianti che hanno accecato il Genoa. Merito di Kucka, il gol dell'ex ha sbloccato lo 0-0, e di Cornelius, avviato a confezionare l'hat trick, la tripletta che gli frutterà il pallone del match. Ma anche colpa della svagata di difesa del Genoa, mutilata di Criscito (ko per un mese) e degli squalificati Romero e Biraschi. In aggiunta a Saponara, Favilli e al convalescente Sturaro. Troppe assenze in contemporanea per tenere botta contro un Parma vivace e intraprendente, ben messo in campo col classico 4-3-3 elastico e molto solido in difesa.

Per 38' nel primo tempo, al "Tardini" si è giocato una astuta partita a scacchi. Squadra ben coperte, il Parma schierato col classico 4-3-3, il Genoa con un inedito 3-1-4-2. Numerose le assenze: Laurini e Bruno Alves fra gli emiliani, Criscito, Sturaro, Favilli, Saponara, Biraschi e Romero tra i liguri. In avvio di gara il Genoa ha provato a fare il Parma, costruendo l'azione offensiva con ripartenze rapide in verticale lungo l'asse Schone, Pandev e Kouamè, badando però a non scoprire le retrovie, dove da vanti alla difesa stazionava Radovanovic e al largo ripiegavano puntuali Ghiglione a destra e Pajac a sinistra. Il Parma ha dovuto di conseguenza fare il Genoa, nel senso che la trama del match lo invitava, anzi lo costringeva ad attaccare la fortezza rossoblù, destreggiandosi in spazi ristretti che impedivano al fulmine Gervinho di esprimere la velocità che gli è propria e confondevano le trame in mezzo al campo, dove Kucka, Scozzarella e Barillà affrontavano Lerager, Schone e Radovanovic in duelli molto incerti, mantenendo la gara in sostanziale equilibrio.

Più occasioni da gol per il Parma nella prima frazione: subito il sinistro di Barillà appena troppo largo, poi un destro scentrato di Inglese, preludio all'infortunio patito dall'attaccante (caviglia sinistra distorta in uno scontro con El Yamiq). Gli era subentrato Cornelius ed è stata - ma questo lo si sarebbe visto in corso d'opera - la chiave di volta del match. Un mancino ravvicinato di Cornelius con pallone scaricato sull'esterno della rete e al 22' la prima palla gol per il Grifone, prodotta da una maldestra uscita alta di Sepe, con pallone scodellato sui piedi di Pandev e disperata quanto risolutiva entrata in scivolata di Dermaku (all'esordio in serie A) sulla ribattuta a colpo sicuro del macedone. L'altro esordiente di giornata, Goldaniga, alla mezz'ora aveva sciupato due volte, in rapidissima sequenza, il pallone dell'1-0, sparando in solitudine da cinque metri sul corpo di Sepe e fallendo la ribattuta anche per via del riflesso felino del numero uno del Parma. Gol sbagliato, gol subito? Più o meno.

Cornelius aveva calciato malamente al volo lo sghimbescio assist prodotto a sinistra da Gagliolo (32'). Sei minuti più tardi, l'ex genoano Kucka andava a chiudere in gol all'altezza del dischetto del rigore con un perfetto destro volante la bella trama avviata a sinistra da Gervinho, proseguita da Scozzarella e rifinita da Kulusevski con un assist perfetto: 1-0 Parma, Kucka aveva deciso la sfida dell’anno passato. Proteste della panchina del Genoa per un presunto fallo in avvio dell'azione e cartellino rosso dell'arbitro Valeri per Muzzi, uno degli assistenti di Andreazzoli. Neanche il tempo di esultare e il Parma raddoppiava. Punizione al bacio calciata da destra da Scozzarella per lo stacco imperioso (e solitario) di Cornelius a centro area e la zuccata vincente: 2-0. Giusto al 45' l'aitante centravanti non falliva neppure la volée mancina del tris, propiziata da un assist millimetrico di Gervinho: 3-0 al riposo per i ducali e la panchina di Andreazzoli virtualmente già in cenere.

Persa per persa, Andreazzoli alla ripresa del gioco aveva rimescolato le carte, richiamando in panca Pandev e buttando Pinamonti nella fornace. Detto e fatto, il quarto gol del Parma, ancora con lo scatenatissimo Cornelius, imbeccato dal solito Kulusevski, una spina nel fianco per il Genoa col suo movimento e i suoi continui spostamenti di fronte, da sinistra a destra e viceversa. Pinamonti due minuti più tardi era riuscito a bucare Sepe con una bella girata ma ormai le distanze erano incolmabili e un quarto d'ora di generoso forcing rossoblù non poteva bastare a riaprire le danze. Difatti il Parma non ha fatto fatica a riemergere e a tenere a bada l'avversario che Andreazzoli, sostituendo Goldaniga con Ankersen (esordio anche per l'esterno destro danese), aveva rimodellato con un 4-4-2 che prevedeva Zapata ed El Yamiq difensori centrali con Ankersen e Pajac sugli esterni, Ghiglione, Radovanovic Schone e Lerager a centrocampo, Pinamonti e Kouamè di punta.

Anche D'Aversa aveva ritoccato la propria squadra dopo aver sostituito l'acciaccato Scozzarella con Hernani e visto sfiorare il quarto gol da Cornelius e soprattutto da Barillà, fermato in scivolata all'ultimo istante da Ankersen allorché la mezzala ducale si apprestava a battere in porta e a trafiggere Radu. L'uscita dal campo di Schone, molto calato nella ripresa, non aveva prodotto effetti, nonostante l'impegno del giovane polacco Iagiello, pure lui all'esordio. Anche il Parma aveva cambiato qualcosa, sostituendo l'acciaccato Dermaku (ottima partita del giovane albanese) con Pezzella, e ricomponendo la linea difensiva con il nuovo entrato a sinistra e Gagliolo accentrato al fianco di  Iacoponi. La replica del Genoa si era esaurita con un plastico colpo di testa in tuffo di Ghiglione, uno dei migliori dei suoi, con pallone volato oltre la traversa. Era il preludio… al quinto gol del Parma, segnato da Kulusevski, innescato da un grottesco pasticcio di Ankersen, sul cui corto retropassaggio verso Radu si era inserito l’esterno parmense che aveva dribblato il portiere e deposto il pallone in rete.

Epilogo amarissimo per il Genoa e per Andreazzoli, scivolati malamente dopo un avvio promettente: pari a Roma giallorossa, vittoria interna sulla Fiorentina. Solo un pareggio stiracchiato col Bologna a Marassi e una classifica preoccupante. Pagherà l'allenatore, secondo costume. Sebbene la squadra sia ancora tutta al suo fianco. Il Parma festeggia la cinquina e l'eccellente classifica e si prepara a far venire i vermi all'Inter, sabato al "Meazza". Conte è avvertito.


IL TABELLINO

Parma-Genoa 5-1 (primo tempo 3-0)


Marcatori: 38’ p.t. Kucka (P), 42’ p.t., 45’ p.t. e 5’ s.t. Cornelius (P), 7’ s.t. Pinamonti (G), 34’ s.t. Kulusevski (P)

Assist: 38’ p.t. e 5’ s.t. Kulusevski (P), 42’ p.t. Scozzarella (P), 45’ p.t. Gervinho (P)

Parma (4-3-3): Sepe; Gagliolo, Dermaku (30’ s.t. Pezzella), Iacoponi, Darmian; Kucka, Scozzarella (16’ s.t. Hernani), Barillà; Gervinho, Inglese (11’ p.t. Cornelius), Kulusevski. All. D’Aversa

Genoa (3-5-2): Radu; El Yamiq, Zapata, Goldaniga (9’ s.t. Ankersen); Ghiglione, Schone (26’ s.t. Jagiello), Radovanovic, Lerager, Pajac; Pandev (1’ s.t. Pinamonti), Kouamè. All. Andreazzoli

Arbitro: Paolo Valeri

Ammoniti: 23’ p.t. Radovanovic (G), 28’ p.t. Scozzarella (P)