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Rafaela Pimenta ospite a CM: 'Haaland sarà il più forte di sempre. Prima del City lo volevano tutti'

Rafaela Pimenta ospite a CM: 'Haaland sarà il più forte di sempre. Prima del City lo volevano tutti'

  • Francesco Guerrieri
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Ogni epoca ha il suo top player. Pelè, Maradona, Messi... oggi a far impazzire tutti c'è Erling Braut Haaland. Meno finte e tocchi di suola, ma nessuno al mondo è concreto quanto lui. Nessuno al mondo è forte quanto lui. Oggi, ma può davvero diventare miglior giocatore di tutti i tempi? La sua agente Rafaela Pimenta non batte ciglio: "Sì, ha tutti i mezzi per poter raggiungere quel traguardo". Ospite nella nostra redazione, l'ex braccio destro di Raiola ha preso in mano l'agenzia che gestiva insieme a Mino - presto cambierà nome, da One a BeeOne - e a Calciomercato.com ha aperto le porte del mondo di Haaland: "Ha un talento innato, quello o c'è o non c'è - racconta la Pimenta - In più c'è il fatto di essere nato in una famiglia che masticava calcio e quello aiuta, lavora come un matto e non gli pesa mai. Erling vive per il calcio, ha un'umiltà e una voglia di imparare enorme". In campo è il più forte di tutti, ma sa che la squadra viene prima: "Vuole segnare fino all'ultimo minuto, però ha un grande spirito di gruppo e mette sempre il collettivo davanti a se stesso". 

MERCATO - C'è stato un tempo in cui Erling Haaland era sulle tribune dell'Allianz Stadium con il cappellino della Juventus a vedere una partita contro l'Inter. Era il 2017, il giocatore fu ospitato a Torino insieme al padre per visitare la città e il centro sportivo di Vinovo. Poi non se ne fece nulla, e sarà il più grande rimpianto di Beppe Marotta. All'epoca Haaland era meno conosciuto, poi ci fu il boom: "Quando è passato dal Salisburgo al Borussia Dortmund lo volevano tutti - ci racconta ancora la Pimenta - Era conosciuto in tutta Europa, in un modo o nell'altro si sono avvicinate tutte le società. Non esagero...". Il volo giusto era quello per la Germania, dove in due anni e mezzo ha totalizzato 86 gol e 23 assist in 89 partite. Numeri pazzeschi: "E quando in un secondo momento ha fatto il passaggio dal Dortmund al Manchester City si sono presentati tutti quei club che ritenevamo fossero lo step successivo per Erling, ma credo sia normale".

METODO DI LAVORO - Ma la One - presto BeeOne - non è solo Haaland. Nell'agenzia della Pimenta ogni giocatore è seguito sotto ogni punto di vista, ci sarà sempre una figura a disposizione per le loro esigenze: "La nostra società è una boutique dove scegli quello che vuoi. Te puoi decidere se comprare un vestito al negozio o andare dal sarto; ecco, io sono il sarto". Un taglia e cuci h24 per essere sempre vicina ai suoi assistiti: "Alcuni ragazzi mi hanno chiamato anche alle due di notte". E lei lì, alza la cornetta e risponde: "Con i miei assistiti analizziamo punti forti e deboli, e stiliamo un piano per raggiungere il traguardo". Alla quantità la Pimenta preferisce la qualità: "Non possiamo e non vogliamo lavorare con tanti calciatori, non è il nostro metodo di lavoro. Se avessi avuto 100 giocatori, avrei potuto vedere ognuno massimo una volta ogni tre mesi. Invece per seguirli devi essere presente; non lavoro prendendo tanti agenti che vanno in giro a nome mio".

L'AGENZIA - Ieri c'era Mino Raiola al centro del villaggio, oggi il mood è cambiato: "Quando abbiamo iniziato quest'avventura il one man show funzionava bene. Quello che ci si aspettava da un procuratore era un lavoro meno intenso di oggi, si viveva l'era dell'agente-individuo. Oggi il giocatore si è trasformato in un'atleta, un brand che racchiude un po' tutto. E per questo deve essere gestito da un'agenzia nella quale interagiscono diverse figure". Il discorso è chiaro, il giocatore deve giocare a calcio; al resto ci pensano loro: "Il ragazzo deve concentrarsi sul campo, per il resto deve farsi seguire e appoggiarsi ad altre persone. La nostra agenzia mette a disposizione tante competenze diverse a 360°". Avete presente I Tre Moschettieri? Tutti per uno e uno per tutti: "Noi mettiamo a disposizione tutto, dal fisioterapista alla persona ti organizza le vacanze; poi è il calciatore a scegliere di cosa usufruire da noi e cosa gestirsi in modo autonomo. E' chiaro che bisogna rapportarsi in modo diverso anche in base alle esigenze del calciatore: un ragazzo di 18 anni ha dei bisogni diversi dal giocatore 36enne".

I NO - "E' capitato che dicessimo di no ad alcuni giocatori che volevano venire con noi. Prima di prendere un calciatore nella nostra agenzia ci incontriamo con lui e con la famiglia per capire se siamo davvero compatibili”. Poi, scatta l’aneddoto: “Una mamma di un assistito un giorno mi ha chiesto perché io lavorassi con il figlio che non sarebbe mai diventato del livello di Pogba. Risposi dicendo che se ci fosse stata empatia tra noi io mi sarei impegnata per fare un percorso insieme, e se non fosse diventato il nuovo Pogba non sarebbe successo nulla”. Perché la felicità non la fanno solo i soldi. 

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