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Quanti interisti c'erano ieri sera in campo a Varsavia? La risposta è semplice: zero. Ma la colpa non è del settore giovanile nerazzurro che non produce più giocatori italiani di livello. E nemmeno degli osservatori di mercato al servizio del patron Moratti. Perché tra ragazzi cresciuti nel vivaio e talenti scoperti in seguito, ieri nell'Italia vittoriosa sulla Germania gli ex giocatori dell'Inter erano ben 4: SuperMario Balotelli, Andrea Pirlo, Leonardo Bonucci e Thiago Motta.

Come mai non sono più ad Appiano Gentile? La domanda andrebbe fatta agli uomini di mercato nerazzurri. Ok, ci sono dei perché dietro ogni scelta. Balotelli, dopo quanto accaduto in Inter-Barcellona di Champions, era davvero difficile da trattenere. Meno comprensibile la cessione a suo tempo di Pirlo, per giunta al Milan. Ma su questo argomento l'Inter ha già fatto centinaia di mea culpa. Su Bonucci è stato fatto un errore di valutazione in stile Destro: il difensore era stato inserito nella trattativa col Genoa per Milito e Thiago Motta. Ok, per fare mercato (e in quell'anno l'Inter vinse poi tutto) bisogna anche sacrificare qualcuno o qualcosa. Ma col senno di poi, i conti possono anche non tornare. L'ultimo dei partenti è stato Thiago Motta, ceduto a gennaio al Psg. Sono arrivati soldi freschi, 10 milioni di euro. Mica bruscolini per un ormai 30enne. Ma il gioco dell'Inter ne ha risentito negli ultimi 6 mesi di stagione. E allora, presidente Moratti, va bene la vocazione Internazionale, ma un po' di azzurro in più non guasterebbe. E probabilmente anche i tifosi sarebbero d'accordo...