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Una leggenda del Milan ha analizzato la stagione che vedrà i rossoneri difendere lo scudetto conquistato a maggio. È Gianni Rivera che ha parlato a “La Gazzetta dello Sport”.

SCUDETTO – “Il Milan può rivincere, certo. A maggio ha festeggiato con merito, con i riconoscimenti da dividere tra società, allenatore, calciatori. In estate, poi, non mi sembra certo che la squadra si sia sfasciata. Importante conquistare questa seconda stella, anche se sarebbe potuta arrivare prima ma qualcosa evidentemente è andato storto".
 
FAVORITE – "Non ce ne sono. Il bello del calcio è che, prima di giocare, non si sa niente, anche se tutti fanno previsioni. È come dire se domani pioverà, quando fuori c’è il sole. Certo Inter e Milan vengono da delusioni e io, da milanista, spero che continuino...".
FUTURO – “Non è detto che io non torni nel mondo del calcio. Ho il cartellino da allenatore professionista, nella mia vita sto bene ma mi piacerebbe tornare nel calcio. Potrei anche allenare a quasi 80 anni, perché no? In fondo, un allenatore non deve correre...".
 
PASSATO – “Noi calciatori di una volta avevamo più coraggio. Se c’era qualcosa da dire, finivamo per dirlo. Ora no. Oggi non guardo molto calcio ma mi sono reso conto che i numeri 10 non esistono più. Si gioca quasi sempre tutti schiacciati in una metà campo. Per fortuna nel secondo tempo i calciatori si stancano un po’, così si vede un po’ di tecnica. Ah, un’altra cosa: non capisco il modo di battere il calcio d’inizio. Tutti giocano il pallone all’indietro. Se noi in Messico avessimo fatto così, non avrei segnato il 4-3 alla Germania".