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    Rolando Bianchi,| Ferrante: 'Andrà via dal Torino'

    Rolando Bianchi,| Ferrante: 'Andrà via dal Torino'

    L'ex bomber alle punte che digiunano: "Giocate sereni, la salvezza è vicina». Sul futuro
    di Bianchi: "Credo che andrà via".

    Toro, la ricetta di Ferrante: "Cannonate e testa più libera".
    La ricetta di Marco Ferrante per aggiustare la mira al Toro: «Giocate più spensierati, ormai la salvezza è ad un passo». Lo chef del gol, 126 e 5° nella graduatoria granata di tutti i tempi, dispensa consigli su come risolvere il paradosso del gruppo di Ventura, sesto per gol realizzati nel ritorno (12), ma ultimo per il contributo percentuale dato alla causa dall’attacco (4). Domenica scorsa il gol fallito da Meggiorini, il più clamoroso di una serie di errori compiuti dalla squadra nelle ultime partite, ha riportato alla luce un vecchio problema.

    Quella palla un rapace d’area come Ferrante l’avrebbe trasformata in oro...

    «Ne ho fatti tanti di gol così, era la mia zona. Grandi ricordi».

    Cos’è successo a Meggiorini?
    «Ha fatto tutto bene tranne la conclusione. Io avrei tirato una cannonata, era vicino alla porta, ha cercato di piazzarla. Facile dirlo adesso: a volte le cose più facili sembrano le più complicate. E che fortuna Sorrentino: era già a terra».

    Certo che non è il primo errore grave sottorete di una punta.
    «È normale con la metodologia di Ventura: gli attaccanti fanno un gran lavoro a tutto campo. Alla Juve è lo stesso, davanti sbagliano qualcosa, ma sono primi. L’importante è raggiungere lo scopo, così non c’è clamore. E il Toro va alla grande, ha una difesa super e una mediana d’acciaio. Pensate dove potrà arrivare se là davanti si sbloccano».

    Il contributo delle punte è finora di 12 gol su 32 dopo 27 partite. Il miglior goleador del 2013 è Cerci con 4, mentre i nuovi arrivi di gennaio sono ancora a secco. Si aspettava di più?

    «Che non ci sia mai stato un vero bomber nelle squadre di Ventura è un dato di fatto. Ma Bianchi lo è per natura e arriverà in doppia cifra, così come Cerci: per l’ex viola ci sarà anche il premio della Nazionale».

    Dopo 7 partite Barreto è ancora a zero. Cosa sta succedendo?
    «Il brasiliano è l’ideale per gli schemi di Ventura, ma non è mai stato un bomber. Però gioca bene anche senza segnare, non dà punti di riferimento, salta l’uomo, aiuta dietro. Si sbloccherà».

    E Bianchi? L’ultimo gol su azione risale al 13 gennaio.

    «Intanto in una squadra che segna poco è comunque il capocannoniere. Sta facendo benissimo, dà tutto nonostante la sua situazione possa far pensare il contrario».
     
    Resterà?
    «Gliel’ho già detto di persona: il Toro è qualcosa di diverso. Là sei un principe, altrove non so. Purtroppo però credo che sia ormai perso: non si arriva all’ultimo per ridiscutere un contratto così».

    Consigli per la successione?
    «Non sarà facile. Torino è una piazza difficile: ci vogliono qualità tecniche e carattere. Giocatori così devi stanarli. Con pazienza e investimenti: penso al Catania o all’Udinese».

    Dove guardare, allora?

    «Oltreoceano ci sono tanti giovani interessanti, in Colombia e tutto il Sudamerica. L’esempio è Radamel Falcao: acquistato per pochi milioni dal Porto e rivenduto per oltre 40».

    Il Toro è già salvo?
    «Manca pochissimo, vedendo le tre dietro. Il Pescara non è attrezzato, Siena e Palermo potrebbero autoeliminarsi».


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