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Il filmato, divenuto subito virale, riporta in auge uno dei temi più attuali, quello della lotta all’omofobia.

Lo scorso 26 febbraio, nella stazione di Roma di Valle Aurelia, una coppia omosessuale è stata aggredita a calci e pugni dopo essersi scambiata un bacio. L’aggressore, che si trovava dall’altro lato dei binari, dopo aver notato i ragazzi, ha deciso di attraversare i binari ed aggredirli prima a calci e pugni (come mostra il video diffuso ormai su tutti i social network) e poi lanciandogli delle pietre. L’aggressore, prima di venire alle mani, ha esclamato: “Che cosa fate? Non vi vergognate?” Jean Pierre, uno dei due ragazzi aggrediti ha risposto con un semplice “Ma a te che ti frega?” dando un nuovo bacio al compagno, e scatenando l’ira dell’aggressore, che come detto, ha attraversato i binari per picchiarlo. Dopo la denuncia di una delle due vittime, gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere per approfondire il caso. Nel frattempo, il mondo politico ha espresso solidarietà nei confronti dei due ragazzi: il segretario del Pd, Enrico Letta, ha recitato in un tweet “Solidarietà e vicinanza a Jean Pierre per l’intollerabile aggressione di #ValleAurelia. L’impegno del @pdnetwork contro l’#omofobia e a favore del DDLZan proseguirà con ancora maggiore determinazione. Basta!”
Questa triste vicenda ha riportato in auge uno dei temi più attuali, quello della lotta all’omofobia. Il 4 novembre 2020 la Camera dei deputati ha approvato la ben nota legge Zan, che combatte l’omotransfobia, la misoginia e l’abilismo. Per la sua entrata in vigore, tuttavia, è necessaria l’approvazione anche da parte del Senato, che tarda ad arrivare a causa della forte opposizione di Lega e Fratelli d’Italia che si racchiude nella frase “Ci sono cose più importanti”. L’Italia resta uno tra i pochissimi Paesi europei nel quale ancora non esiste una legge contro l’odio omofobico e transfobico. Il Covid ci ha fatto sembrare che tutto ciò che ci ruota intorno sia, in un modo o nell’altro, sospeso. Invece la violenza continua, e va condannata il prima possibile.