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La Roma guarda al proprio futuro aggrappata ad una qualificazione in Champions League da non fallire. Anche l'accesso alla più importante competizione internazionale per club potrebbe però non bastare guardando ad un bilancio, quello che si chiuderà il 30 giugno 2018 al quale serve disperatamente l'apporto di nuovi fondi.

PROBLEMA FAIR PLAY UEFA - Il problema più grande, secondo quanto riportato da Repubblica, riguarda principalmente i patti sottoscritti con la Uefa per il Fair Play Finanziario. Dopo aver fallito lo scorso anno il pareggio di bilancio imposto dall’Uefa il trio Baldissoni-Gandini-Monchi sta lavorando per evitare di sforare i patti anche quest'anno.

RISCHIO MULTA - Per questo qualificarsi alla prossima Champions League è fondamentale ma potrebbe non bastare. La Roma rischia comunque di dover pagare una multa all’Uefa (parte degli introiti derivanti dalla partecipazione alla Champions League di quest'anno non saranno versati e saranno trattenuti dalla Uefa in caso di sanzione ndr.) e anche per questo sta lavorando per introitare entro il 30 giugno altri ricavi.

SERVONO 30 MILIONI - Dando per scontata la qualificazione in Champions, alla Roma secondo Repubblica serviranno altri 30 milioni di euro ricavabili tramite nuove sponsorizzazioni e plusvalenze per evitare di dover svendere i propri big come Alisson e Nainggolan. Il no a gennaio di Dzeko al Chelsea ha aperto un vuoto importante. Cedere bene i giovani e qualche esubero è una delle vie, ma la priorità sarà data alle sponsorizzazioni con la trattativa con Turkish Airlines che potrebbe dare linfa vitale al bilancio.