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Nel lento ma inesorabile incedere della punizione di Aleksandar Kolarov - scaltro come una faina, direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo - è racchiusa la prima di EDF, Eusebio Di Francesco.  Tutto lì, nell'unico tiro in porta, oltre a quel pizzico di cattiveria necessaria per restare aggrappati al risultato. E ci mancherebbe. Chiaro, la Roma è ancora un esperimento di calcio sostenibile e le attenuanti non generiche ci sono: l'esterno alto di destra è uno che il suo stesso allenatore considera un centravanti. L'infortunio di Karsdorp e l'attesa per il rientro di Florenzi. Le pur danarose tournée certo non hanno aiutato il respiro cattedratico di EDF e, tatticamente, la squadra è ancora dietro la lavagna. E sì, manca quel giocatore, quel "cercheremo di prendere un campione" più volte battuto alla grancassa nelle ultime settimane

E' vero, la Roma non vinceva a Bergamo da 3 anni, ma è pur vero che spacciare questa Atalanta, senza Conti, Spinazzola, Kessie e Gagliardini - con Petagna che fa poco il Petagna - per quella dello scorso anno non è consentito. Il rischio, tutto romano, è che i 3 punti accendano l'entusiasmo e i mille ceri all'altare del buonismo e dell'alibi. Ma sì, dai, è la prima e abbiamo vinto. Ma sì, dai, a EDF occorre tempo. Ma sai che l'ho rivista stanotte e m'è sembrata meno brutta 'sta Roma de Bergamo? Non scherziamo. C'è da lavorare, eccome se c'è da lavorare. E c'è da comprare. Per adesso, EDF ha trasmesso il solido carattere della sua terra, la granitica testardaggine di poter fare il risultato. Ma il resto latita: la squadra ha la testa pesante perchè pensa troppo ad automatismi non ancora assimilati. Però è tosta nel non imbarcare quando arrivano le logiche sbandate.
Ha ragione Gasp quando dice che il risultato gli va stretto: l'Atalanta ha preso un palo che non ci si crede. Petagna ha sprecato, il Papu era ancora in versione dance, la Roma ha rischiato in area mica poco, pur avendo avuto un paio di occasioni per chiudere la gara. Quindi? Quindi scacciate l'illusione o voi che potete. L'illusione di credere che questa vittoria sia l'abito firmato da indossare contro Luciano Spalletti e la sua formidabile, incredibile, fenomenale, formidabile (l'ho già detto?) Inter che ha sconquassato la Fiorentina di Veretout, Gil Dias e Cristoforo... E poi, guai a pensare che la Roma "potrebbe star bene così", senza quel campione strombazzato qua e là che per ora resta là.  L'addio di Salah in zona gol è stato vampiresco e serve il sostituto come l'acqua a un ibiscus fiorito. E poi, signori, prendete i 3 punti, godeteveli, gioite, senza però dimenticare quanto sei brutta (per ora eh) Roma. Almeno per ora. Almeno fino a quando le idee di EDF e la squadra non saranno una cosa sola.