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'Tre centimetri'. Francesco Totti quantifica la distanza tra l'amarezza e la felicità. Tra l'incubo ed il sogno. Tra il 2011 ed il 2012. Di tre appena più in alto il pallone scagliato a Sorrentino rispetto quello dello scorso 12 dicembre verso Buffon. Tutta la differenza del mondo, 'tutta una questione di centimetri', ha scherzato ironicamente il capitano a fine partita con gli amici, fuori dallo stadio.

Il pubblico presente all'Olimpico non ha dovuto neanche soffrire. Perchè ha cancellato il pallone. Dal dischetto si è palesato immediatamente in fondo al sacco. Il rigore non si è visto. Ma si è sentito. L'esplosione dello stadio e l'omaggio ad un fuoriclasse del cinema: Massimo Troisi, scusate il ritardo. E di che? Perchè il capitano aveva sul gozzo il tarlo del match contro la Juventus e di quei 231 giorni di astinenza, 17 giornate di campionato per l'esattezza.

Si sentiva in debito, proprio lui che ha reso grande l'immagine e la storia del suo club. Si è liberato di un peso, e ora sarà difficile fermarlo. Totti ha trascinato la Roma verso la vittoria. Ha segnato anche il secondo rigore, proprio all'angolo più lontano della porta. Un concentrato di potenza e classe. Immersi tra loro, uniti. Senza distanze. In un unico corpo, che ora chiama 209.