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Premessa: non sempre si può spendere per un giovane. Anche se il talento c’è, intriga, convince. Che l’Inter sia stata più che vicina a Paulo Dybala nel 2012 – ai tempi dell’Instituto de Cordoba – non è un mistero; all’epoca c’era Marco Branca che non chiuse l’operazione, Zamparini ha voluto scommetterci portandolo al Palermo, tre anni dopo è stato invece Piero Ausilio a rincorrerlo in un’asta vinta dalla Juventus. Ma non è tutto. Perché anche quel Joaquin Correa che ha sbagliato un gol incredibile con la sua Sampdoria proprio contro l’Inter è stato più che a un passo dal vestire la maglia nerazzurra. E al di là dell’errore c’è talento, eccome, in questo numero dieci classe ’94.

LO MANDA VERON – Il consiglio originale porta la firma di Juan Sebastian Veron. Gennaio 2013, l’Inter valuta questo gioiello di cui in Argentina si dice un gran bene se non per qualche problema fisico di troppo. Eppure, all’Estudiantes ha raccolto l’eredità proprio di Veron, poi diventato presidente. Quel suggerimento della Brujita viene preso in ascolto dai dirigenti nerazzurri: Joaquin vola a Milano per qualche settimana di test ad Appiano, si allena con la squadra, il ragazzo intriga eccome, i colpi non gli mancano E allora con l’Entudiantes si tratta; ma quei 2 milioni di euro tra prestito e obbligo di riscatto nelle idee nerazzurre sono troppi per un ragazzo di 19 anni senza esperienze europee, l’esperienza Ricky Alvarez brucia ancora. L’offerta da 700mila euro dell’Inter viene rifiutata più volte, l’affare non si fa, con Veron deluso dal suo ex club ma perentorio nel non fare sconti su quello che ritiene un vero prospetto.

RADAR NERAZZURRI – Da quell’inverno Correa esplode: leader all’Estudiantes, clausola da 10 milioni nel suo contratto e gli occhi addosso di mezza Europa. Dall’Atlético Madrid al Manchester City, l’investimento con un piccolo sconto a sorpresa lo fa la Sampdoria. Sorpassando anche l’Inter, che con Mancini e il suo rapporto con Veron era tornata in corsa. Ma il prezzo s’è impennato e Joaquin vola da chi paga di più, ovvero la Samp con la regia dei Citizens che tengono d’occhio el Tucuman. Il resto è presente: dopo l’ambientamento in Italia, Correa sta brillando. Con quei radar nerazzurri sempre addosso e quelle settimane ad Appiano ancora nei ricordi. Un altro affare sfumato, un ’94 di talento, argentino come Dybala. Ma l’Inter continuerà ad osservarlo, come e più di allora.

Fabrizio Romano