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Cristiano Ronaldo super-eroe, come lo ha definito il presidente della Juventus, Andrea Agnelli. Ma anche Cristiano Ronaldo 'capo del mondo' dei social. 

CRISTIANO CAPO DEL MONDO DEI SOCIAL - Come si evince dall'analisi pubblicata stamane dalla Gazzetta Sportiva, CR7 è il re dei social, a constatarlo sono i 340 milioni di follower. Più di Justin Bieber e Taylor Swift, più di Papa Francesco e del presidente Usa Donald Trump. Soprattutto in Asia, il brand del Pallone d'Oro portoghese è inarrestabile. Osservando nello specifico i dati di Instagram, Ronaldo batte Neymar, triplica LeBron James, fa otto volte i fan di Stephen Curry. E anche la Juventus gode: prima della firma di Cristiano i follower bianconeri su Instagram erano 10,4 milioni, oggi oltre 17 milioni: un aumento del 63%! 

Tra 7 miliardi di abitanti del pianeta Terra, nessuno è più noto di CR7 e in Asia c’è lo stacco maggiore. La mossa più clamorosa dell’ultimo calciomercato si spiega anche così, perché i social non sono solo divertimento ma anche un fattore economico ("Dal punto di vista commerciale facilita l’elemento di distribuzione globale" ha detto Andrea Agnelli al Festival di Trento). Insomma, Cristiano porta gol e competitività, ma anche notorietà internazionale perché se CR7 posta una foto in maglia Juve, il logo bianconero arriva a New York e Los Angeles, ma anche in India, Indonesia, Brasile, Gran Bretagna.
IL CASO MAYORGA - Naturalmente, per parlare compiutamente del fenomeno Cristiano Ronaldo, in questi giorni non può non essere citata anche la vicenda che lo vede coinvolto per la presunta violenza sessuale di cuoi lo accusa Kathryn Mayorga. Come riporta Tuttosport, ferve il lavoro dello staff di legali di CR7 per disinnescare l’accusa di stupro. Uno dei fronti su cui l'avvocato Peter Christiansen lavora è quello di smontare la tesi per cui l’accordo del 2009, in base al quale Ronaldo versò 375 mila euro alla modella statunitense per il suo silenzio, sarebbe interpretabile come un’ammissione di colpa: pago per evitare il processo perché altrimenti sarei condannato. "Quella transazione non è un’ammissione di colpa", ha assicurato Christiansen in questi giorni. 

Per smontare quella teoria, i legali di CR7 lavorano su alcuni assunti fondamentali. Innanzi tutti, accordi simili negli Stati Uniti sono una prassi comune in casi analoghi e lo erano ancora di più fino a pochi anni fa (il più celebre quello firmato da Kobe Bryant nel 2005 alle soglie del processo). Questo perché per un personaggio famoso, che ha risorse economiche enormi, è più conveniente versare una cifra anche cospicua, piuttosto che sottoporsi a un processo che, anche con certezza dell’assoluzione, in attesa del verdetto lederebbe l’immagine e rischierebbe di avere un costo (Bryant perse la Nutella come sponsor) ben più pesante di quello necessario a trovare un accordo. Inoltre, sostengono gli avvocati dell'ex Real Madrid, si tratta di un accordo in cui il portoghese non fa alcuna ammissione di colpevolezza: la Mayorga viene pagata in cambio del silenzio su quanto avvenuto nella suite di Ronaldo a Las Vegas, non c’è alcun riferimento a uno stupro. Infine, Christiansen spiegherà che Cristiano Ronaldo firmò l’intesa con la Mayorga perché furono i suoi legali a consigliarlo e spingerlo in questo senso.

INTANTO, SU FIFA...- Intanto, per chiudere il cerchio tornando a parlare di sponsor, visibilità e denaro, Ea Sports ha rimesso l’immagine di Cristiano Ronaldo nella sua home page nelle vesti di 'uomo copertina' per Fifa, nella versione 2019. CR7, con la maglia della Juventus, era stato scelto per l’edizione uscita qualche settimana fa, ma lo scandalo sul presunto stupro di Las Vegas aveva provocato una temporanea censura, con la scomparsa del portoghese dal sito web dell’azienda. Da più di 24 ore l’immagine di Ronaldo invece campeggia di nuovo sulla pagina e la copertina del videogioco, in vendita nei negozi, non verrà modificata.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Mis amores

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