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Sembrava un'altra partita in linea con le ultime. Juve brutta, bruttissima. Ronaldo irriconoscibile e particolarmente nervoso. Per 83 minuti è andata proprio così, CR7 non riusciva a sbloccarsi e veniva pizzicato più volte mentre si lamentava un po' con tutti e un po' con nessuno. Poi è arrivata una punizione, quella stessa punizione che ha scatenato la rabbia dell'Udinese e di Pierpaolo Marino: l'incarico di calciarla se l'è preso Ronaldo, mica una novità, anche se uno dei tanti problemi di questa stagione è stato proprio il suo incaponirsi in questa specialità.

ESULTANZA - Il gol non è arrivato, in 129 partite rimane una la rete su calcio piazzato, ma il gomito di Rodrigo De Paul ha generato un rigore che si è trasformato nella svolta: della partita, forse di questo finale di stagione. Ronaldo ha segnato, si è sbloccato, poi a tempo quasi scaduto si è ripetuto su cross di Rabiot e grazie a uno Scuffet non proprio irreprensibile: 6 minuti, 2 gol, 3 punti. E un'esultanza diversa dal solito, non individuale, non solo per se stesso: ma con la squadra e per la squadra. Questa sì, una grande novità.
99 VOLTE – Quattro giornate consecutive senza segnare, Ronaldo in serie A non le ha mai vissute. E pure in questa occasione non è andato oltre le tre. Salendo con questi due gol a quota 99 in bianconero, se dovesse segnare contro il Milan riuscirebbe a diventare il secondo giocatore più veloce a centrare quota 100 con la maglia della Juve alle spalle del solo Omar Sivori. Non è un gran momento per la Juve, né per Ronaldo. Però ci sono momenti che possono cambiare tanto, per cambiare tutto ormai è tardi: ma se questa doppietta dovesse riuscire a far ritrovare fiducia ed entusiasmo alla formazione di Andrea Pirlo, potrebbe anche trasformarsi nella doppietta più importante almeno di questa stagione. Il titolo di capocannoniere ormai è suo, ma c'è ancora molto in palio: una qualificazione in Champions, una Coppa Italia. Più in generale c'è in ballo presente e futuro. Quello di Pirlo sembra ormai scritto, quello della Juve può dipendere dal posto in quella Champions da cui voleva uscire per la Super League, quello di Ronaldo lo decide lui. Per ora Jorge Mendes non gli ha trovato niente di economicamente paragonabile, dovrebbe rinunciare a troppi soldi pur di lasciare Torino, ma la situazione può sempre cambiare. Come è cambiata a Udine al minuto 83.