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Un conto è vincere, un altro è annullare gli avversari. La seconda cosa è una prerogativa delle grandi squadre, quelle che possono davvero aprire cicli vincenti. È vero che ieri a S. Siro c’era la Salernitana, non il Liverpool, ma la squadra di Pioli, incurante delle assenze e del turnover, ha sbrigato la pratica in pochi minuti dando una sensazione di controllo della partita che non può mancare a chi vuol puntare ai traguardi più ambiziosi. La superiorità tecnica, fisica e mentale del Milan è stata schiacciante ed è andata molto al di là del 2 a 0 finale. Anche il forfait di Pellegri dopo pochi minuti non ha spostato di una virgola i piani di Pioli che, in un pomeriggio finalmente tranquillo, è riuscito anche a risparmiare energie preziosissime in vista del big match di martedì prossimo. Stupendi i due gol di Kessié e Saelemakers sia per preparazione sia per realizzazione. In particolare la travolgente azione di Leao in occasione dell’1 a 0 lascia la netta sensazione che il portoghese avrebbe davvero tutte le carte in regola per essere uno degli attaccanti più forti d’Europa. Il raddoppio del belga mette invece in mostra l’incredibile crescita tecnica di colui che veniva considerato una sorta di “oggetto misterioso” quando era approdato a Milano quasi due anni fa. Corsa e sacrificio non gli sono mai mancate, ma i miglioramenti tattici e soprattutto tecnici sono da ascrivere allo staff tecnico rossonero.

Solo gli incredibili errori di mira sottoporta e un pizzico di superficialità nelle conclusioni hanno impedito al Milan di battere la Salernitana con un punteggio più largo. Dall’altra parte i rossoneri hanno giocato davvero “da capolista” con un’impermeabilità difensiva e una facilità a produrre occasioni da gol degne davvero dei primi della classe. Nello sviluppo del gioco, dobbiamo dirlo, ha inciso in maniera determinante l’assenza di Ibrahimovic. Lo si può notare soprattutto dal dato sui fuorigioco sbandierati agli attaccanti del Milan: contro Fiorentina e Sassuolo Ibra e compagni erano stati fermati dal guardalinee 7 volte in 90 minuti, contro la Salernitana solo una volta. Al di là dell’accentramento del gioco a cui costringe la presenza di Ibra, non si può discuterne l’importanza. Ed è per questo che Pioli lo ha fatto riposare tutta la partita in vista dell’appuntamento con la storia della prossima settimana.
Il Milan a Madrid ha compiuto una grande impresa, ma per battere questo Liverpool l’asticella si alza ulteriormente. I Reds sono una delle favoritissime per la conquista della Champions, hanno disintegrato il girone vincendo tutte le partite e ieri, hanno anche scavalcato il Chelsea al secondo posto in Premier League. Probabilmente la squadra di Pioli, pur avendo fatto passi da gigante, è ancora molto lontana da quel livello di gioco e di interpreti. Ma Romagnoli e compagni martedì prossimo hanno la possibilità di regalarsi e regalarci una notte da sogno. Tanto vale affrontarla con coraggio e senza fare troppi calcoli. Se il Milan dovesse uscire da questo girone di Champions nessuno potrebbe avere nulla da recriminare o da criticare. Ma guai a pensare che la squadra di Pioli non abbia nulla da perdere o, peggio ancora, che sia meglio veder svanire l’impegno europeo per risparmiare energie preziose da impiegare in campionato. Dopo tanti anni la squadra rossonera è tornata a giocare da Milan e a pensare da Milan. E nel DNA del Milan c’è e ci sarà sempre la Champions League. Motivo per cui quella di S. Ambrogio è la partita più importante dell’anno. E Pioli, nonostante le assenze, ci arriva con una squadra in ottime condizioni, di gambe e di testa. Sperem.