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Il Milan di Pioli è sicuramente la squadra più in forma della Serie A. L’anno scorso si attribuiva la partenza sprint dei rossoneri al fatto che con i preliminari di Europa League il Milan praticamente non avesse fatto la “pausa estiva”. Si pensava che il grande avvio in campionato fosse legato alle straripanti prestazioni di Ibrahimovic. Si riteneva che l’assenza di pubblico fosse determinante per la serenitá psicologica della squadra. Quest’anno invece il Milan ha fatto tutta la preparazione estiva, ha salutato solo ieri il ritorno dello svedese e sta giocando con un S. Siro pieno ed entusiasta. Dunque quest’anno più della scorsa stagione l’ottimo avvio della squadra di Pioli è da attribuire soprattutto al grande lavoro del tecnico e all’ormai inossidabile spirito di squadra. Uno spirito che si è trasferito anche ai nuovi e a coloro che nella scorsa stagione avevano dimostrato di dover ancora completare il percorso di crescita.

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In primis Tonali, che anche contro la Lazio è stato nettamente uno dei migliori in campo, l’apertura per Rebic in occasione del raddoppio di Ibra è stato davvero un “colpo alla Pirlo”. Evidente anche la crescita di Brahim Diaz, la cui prestazione è molto più continua nel corso dei 90 minuti. Sorprendente quella di Leao che riesce finalmente a evitare i blackout che ne hanno contraddistinto le prime due stagioni rossonere. La grande soliditá di squadra dei rossoneri determina una grande tenuta difensiva, già palesata nel corso di tutta l’estate.

La Lazio del nervosissimo Sarri non trova praticamente mai lo spazio per impensierire Maignan. Tomori e Romagnoli giganteggiano e a questo proposito è davvero un peccato dover lasciare spesso in panchina il capitano a giudicare dalle sue attuali condizioni. Una menzione speciale la merita Rebic, decisivo come doppio assist man contro la Lazio e bravo a disimpegnarsi prima come centravanti, poi come esterno d’attacco e infine come partner di Ibra nel 4-4-2 finale.

In tutto questo ben di Dio Ibrahimovic diventa la ciliegina, mentre un anno fa lui era la torta. In questo momento il Milan potrebbe anche fare a meno del suo campione considerate le condizioni psicofisiche eccezionali degli uomini di Pioli. Ma, poiché è impensabile che tutte le partite vadano dritte dall’inizio alla fine come quella contro la Lazio e che le condizioni della squadra siano sempre queste per tutta la stagione, l’apporto dello svedese diventerá decisivo quando le cose si complicheranno. Per il momento il Milan può godersi il momento ed essere convinto che il ritorno in Champions League non poteva capitare in un momento migliore. Ad Anfield mercoledì sará difficilissima, ma un Milan in queste condizioni di certo non farà brutta figura.

Chi invece l’ha fatta conto la Lazio è stato Bakayoko, capace in soli 15 minuti di perdere 3 palloni orribili che hanno fatto ripartire i biancocelesti, di farsi ammonire al primo intervento e infine di infortunarsi. Evidentemente deve cercare la miglior forma, esattamente come accadde nel primo anno rossonero, quando la trovò a inverno inoltrato. Chi invece non ha sfigurato nonostante tutte le voci sul suo addio a parametro zero è stato Kessié. Al di lá del rigore sbagliato, la sua prestazione è stata di alto livello nonostante fosse appena rientrato dall’infortunio. Anche il pubblico di S. Siro non l’ha beccato. Se continuasse cosi fino a fine stagione e desse il suo contributo per approdare nei primi 4 posti, sarebbe da ringraziare, applaudire e salutare con un in bocca al lupo per la sua nuova avventura.

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