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Il direttore sportivo della Roma Walter Sabatini è intervenuto nella sala stampa di Trigoria per parlare del mercato della società giallorossa.

Sul mercato giallorosso: "Nessuno mi ha obbligato a vendere nessuno. E' stato un mercato duro, la dimensione psicologica era compromessa. Ci siamo dovuti far forza e ricostruire. Abbiamo concluso la sessione in maniera soddisfacente, poi vedremo il campo cosa dirà. Noi siamo sicuri di avere una squadra competitiva. Ho accolto anche alcuni appunti della stampa, diciamo che abbiamo lavorato insieme".

Sulla cessione di Lamela: "Questo calcio è dinamico, ci sono circostanze in continua evoluzione. Abbiamo fatto le nostre considerazioni. All'inizio non volevamo cedere Lamela, poi col tempo sono intervenuto nuovi fattori e abbiamo preso in considerazione questa eventualità. La sua cessione è avvenuta con sofferenza, ma nel momento in cui abbiamo preso questa decisione eravamo certi che era la decisione giusta. Erano cambiate le situazioni ambientali, una società gli aveva fatto un'offerta impareggiabile per noi ed era difficile rinegoziare il suo contratto. I desideri delle persone attorno a lui a quel punto erano mutati, era una battaglia difficile da vincere. Se l'avessimo venduto un mese prima forse avremmo incassato anche di più".

Sul suo rinnovo: "Ho firmato prima della Coppa Italia, non so se sarebbe cambiato qualcosa se mi avessero chiamato dopo la finale. Era comunque tutto previsto".

Sugli acquisti: "Le scelte fatte quest'anno sono in linea col progetto. Sono arrivati giocatori esperti e giovani come Ljajic e Strootman. Non vedo assolutamente un cambiamento dei vecchi intenti, abbiamo cercato caratteristiche precise nei calciatori che abbiamo preso. La presenza di giocatori come Maicon è importante, perché incute timore negli avversari e nei compagni. Sono arrivati calciatori abituati a vincere".

Sull'addio di Baldini e gli incroci col Tottenham: "Franco si è comportato bene, è stato leale nei nostri confronti con i giocatori che stavamo trattando anche noi. Sono state tutte cose normali. Personalmente mi sento più libero senza Baldini, io vivo meglio senza collaboratori troppo vicini. Franco è una persona magnifica e un amico, ma le cose con lui le facevo con tempi e modi sbagliati. Questo vale anche per lui, era rigenerato dalla mia assenza".

Sulle cessioni: "Abbiamo venduto un brandello di futuro, ma a Trigoria abbiamo un grande patrimonio. Penso a Pjanic, Florenzi, Romagnoli, Strootman e altri ottimi giocatori che abbiamo. Alla fine della stagione celebreremo Mattia Destro, ne sono sicuro. Ha un problema che merita attenzione, ma fra due mesi sarà pronto".

Sulle risorse future: "Dipenderà molto dai risultati della squadra. I valori dei calciatori li fanno i risultati. La Roma non sarà mai una società venditrice come può essere l'Udinese. Noi vogliamo diventare competitivi al massimo. Se, per esempio, venderemo Pjanic, vorrà dire che avremo già individuato un sostituto altrettanto forte. Lo dico per fare un esempio di un giocatore molto apprezzato, ma questo non vuol dire che sto vendendo Pjanic anche perché presto dovremo affrontare la situazione del rinnovo. Questo è successo con Lamela, che abbiamo messo sul mercato quando abbiamo capito che potevamo prendere Ljajic. Abbiamo un grande patrimonio in casa, questo è sicuro".

Chiusura dedicata a una particolarità del contratto di Ljajic: ''Il contratto di Ljajic prevede una clausola, anche piuttosto alta, che abbiamo dovuto inserire. Non è da 15 milioni e non sarà facile da attaccare". Questa l'ammissione del direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini sul contratto di Adem Ljajic, prelevato dalla Fiorentina nella fase finale del mercato. "Per ottenere salari più bassi nel calcio di oggi si va incontro a questo tipo di accordi".

 

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