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Pippo Inzaghi contro Sabatini: 'Mercato tardivo e non in linea, che senso ha scusarsi e poi tagliarmi la testa?'

Pippo Inzaghi contro Sabatini: 'Mercato tardivo e non in linea, che senso ha scusarsi e poi tagliarmi la testa?'

  • Redazione CM
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L'ormai ex allenatore della Salernitana, Filippo Inzaghi, ha postato sul suo profilo Instagram il suo pensiero in relazione all'esperienza terminata dopo il ko interno contro l'Empoli, con Fabio Liverani che è subentrato sulla panchina del Cavalluccio: 

"Il momento della separazione è sempre complicato, specie quando si subisce la decisione. Salerno in pochi mesi mi è entrata dentro. In giro per le strade, tifosi e gente comune mi fermano, con rammarico e dispiacere, per un saluto, una foto, una stretta di mano. L’unica parola che ora sento di dire dal cuore è: “grazie”. Per l’accoglienza, la stima e la fiducia. Non sento il peso di un fallimento, sento la debolezza di una missione incompiuta non per mia volontà, assieme al grande senso di responsabilità per una città e una tifoseria tra le più belle d’Italia. Confermo che per due volte ho provato a scuotere l’ambiente dall’interno, paventando le mie dimissioni ma sono sempre stato persuaso a continuare perché infondo anche per me vale una sola frase: FINO ALLA FINE.
Ho sposato il progetto con trasparenza e quest’ultima è ciò che avrei voluto, soprattutto sul mercato che, a mio avviso è stato tardivo e non in linea.
A poco servono oggi le frasi consolatorie del direttore Sabatini, anche perché non vedo il senso di chiedere scusa su un proprio errore e tagliare la testa ad un altro".

Per Inzaghi solo 3 vittorie, 4 pareggi e ben 11 sconfitte in 18 partite da allenatore dei campani, che ha ereditato da Paulo Sousa dopo un inizio di campionato travagliato. Poi il ritorno di Sabatini come uomo mercato al posto di Morgan De Sanctis, e da quel momento le cose hanno cominciato a scricchiolare per il ruolo di allenatore dell'ex Brescia. Lo stesso Sabatini, in sede di presentazione, aveva affermato come Inzaghi non fosse un suo uomo. 

TUTTI GLI ESONERI NELLA CARRIERA DI INZAGHI

Il post continua: "Io vivo per il calcio e per la lealtà che mi ha insegnato è per questo che amo la tifoseria, perché è leale e purtroppo è ciò che vorrei anche all’intero dell’ambiente ma forse sono utopico.
Infine a poco servirebbe dire che la Dea bendata con noi ha girato la testa da un’altra parte.
Ora spero tutto ritorni a girare come la piazza merita ed auguro ai miei giocatori di continuare il percorso di crescita iniziato 3 mesi fa assieme!
Li abbraccio tutti con affetto, vi abbraccio tutti con affetto
e sempre macte animo”.

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Ricki Ricola
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