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Lo scatto, o se preferite il tuffo, in avanti è di Samir Ujkani. Finora siamo stati lì, lotta a due: Ujkani-Puggioni, Puggioni-Ujkani. Adesso è il turno del portiere albanese e non è detto che non sia questa la volta buona. Il Novara fa resistenza ed è ovvio che sia così. Ma la Sampdoria non molla la presa e anche questo è ragionevole. Riepilogo.

Curci è partito con destinazione Roma da dove partirà presto per la sua nuova squadra. La Sampdoria è rimasta senza titolare tra i pali e Da Costa non è stato selezionato. Le parole di Atzori, dopo quelle di Sensibile, sono state chiare: «La mia squadra ideale - ha detto il tecnico che la Sampdoria ha prelevato dalla Reggina - prevede uno che pari, uno che segni e uno che insegni». Detto che quello che insegna è l’allenatore e il mestiere di segnare è perlopiù appannaggio dell’attaccante (o attaccanti) bisogna sottolineare come il primo della lista Atzori sia «quello che para». Al di là delle esigente metriche, il primo della filastrocca è il portiere e nella testa del tecnico doriano la squadra parte da lì. A Reggio Calabria Atzori aveva Christian Puggioni che forse ha giocato la sua miglior stagione.

Si tratta di un portiere esperto (ha 30 anni) e sicuro; in grado, la sicurezza, di trasmetterla anche alla difesa. In più Puggioni è genovese e ha trascorso gran parte della sua giovinezza nel settore giovanile della Sampdoria. È stato vicinissimo alla Sampdoria già nella scorsa estate. Al termine di una trattativa mai decollata veramente, fatta soprattutto di abboccamenti, il portiere ha deciso di rinnovare con la Reggina. Adesso ha un contratto fino al 2013 per cui la Sampdoria dovrebbe andare a trattare con il presidente degli amaranto Foti, con il quale peraltro dovrà parlare ancora molto per via di almeno tre questioni in ballo (Costa, Rizzato e Missiroli). Il vantaggio per la Samp è che non dovrebbero servire troppi soldi per portare via Puggioni dalla Reggina, vista l’età matura e il fatto che la gran parte della carriera del portiere è trascorsa soprattutto nelle serie minori con un passaggio in serie A con la maglia della Reggina (19 presenze divise in due stagioni).

Per questo Ujkani ha fatto lo scatto in avanti. O il tuffo. Il direttore sportivo della Sampdoria è convinto che si tratti di un portiere in fortissima ascesa e in effetti l’età e la carriera stanno finora a dimostrarlo: Samir Ujkani, kosovaro naturalizzato albanese, compirà 23 anni tra due giorni e malgrado la giovane età ha un percorso in continua accelerazione fatto di una stagione in lega Pro e una successiva un serie B condite con doppia promozione; in più Ujkani è stato già chiamato a difendere i pali della Nazionale albanese. In più il Novara lo divide con il Palermo che da quando ha Zamparini alla guida investe con molta attenzione sui giovani di talento. M c’è un problema.

Il problema, piuttosto sostanzioso per la Sampdoria, è che il Novara non vuole mollare il proprio numero uno. Nei giorni scorsi il club piemontese ha detto no a una richiesta che arrivava dalla Bundesliga (i dirigenti del Novara non hanno specificato quale fosse) e per adesso ha fatto sapere alla Sampdoria che non se ne parla nemmeno. Come il calcio mercato ormai dimostra con crismi quasi matematici di sessione in sessione, nessuno è incedibile. Se non lo sono Torres, Kakà, Ibrahimovic e compagnia, figuriamoci Ujkani. Che partirebbe, esattamente come tanti altri colleghi, in presenza di un’offerta che il Novara possa ritenere congrua e sufficiente a procurarsi un’alternativa in vista della prima stagione in serie A dopo 55 anni trascorsi nelle serie minori.

Per adesso la Sampdoria non ha fatto numeri, ha soltanto sondato la possibilità di arrivare al portiere. E la possibiltà c’è. Sensibile ci crede molto e Ujkani nei giorni scorsi è stato abbastanza esplicito in proposito: «Non lo so quale sarà il mio futuro. Certo è che quando un club come la Sampdoria si fa avanti e dimostra di apprezzarti non può che farti piacere».

Parole che confermano la prima delle caratteristiche (tecnica a parte) che fanno di Ujkani un giocatori così ambito: il portiere kosovaro, come si dice nel mondo del calcio, ha fame e questo lo porta a lavorare con una serietà e con una dedizione che gli hanno permesso di fare grandissimi passi avanti in due sole stagioni. Non sarà facile per Sensibile, ma il ds blucerchiato è un inguaribile ottimista.