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Bentornati a casa, nazionali. E pazienza se la casa non sia quella vera e propria affacciata sul mare. La casa è la Moena blucerchiata. E a casa, altitudine, clima e panorama a parte, sembra comunque di esserci. Angelo Palombo, Giampaolo Pazzini, Reto Ziegler e Marco Padalino riabbracciano la Sampdoria e la Sampdoria riabbraccia loro, i suoi quattro portabandiera ai Mondiali conclusi una settimana fa. Mondiali amari sia per l’Italia sia per la Svizzera. Chi per un verso, chi per l’altro, dal Sudafrica sono tornati tutti con la voglia di spaccare il mondo e togliersi qualche pesante sassolino. Mister Di Carlo non ha perso tempo per ricordaglielo: il paragone coi Vialli, i Vierchowod, i Mancini e i Pagliuca post-Italia 90 sembra calzare a pennello.

Arrivo. Prima dei convenevoli e delle presentazioni col nuovo direttore generale Gasparin e con tutto lo staff tecnico blucerchiato, poco dopo l’ora di pranzo, sono stati i tifosi - in trepidante attesa sin dalle prime ore del mattino - a porgere il caloroso bentornato al capitano e ai suoi tre compagni. Applausi, foto, autografi di rito e vuvuzela - salite anche da queste parti! - riposte . All’Hotel Dolomiti, Angelo, il Pazzo e Pada sono arrivati insieme da Genova mentre Reto ha raggiunto la Val di Fassa poco dopo, direttamente dalla sua Svizzera.

Ritorno. Baci e abbracci ai ragazzi che stavano terminando il pranzo, sistemazione in camera, pranzo, riposino e si va al quartier generale del "Cesare Benatti". Lì, davanti al cancello verde d’ingresso, pronto un altro bagno di folla tra magliette, cappellini e sciarpe del Doria. Poi, finalmente, si torna in campo: il più contento sembra Antonio Cassano, particolarmente sorridente e affettuoso coi quattro moschettieri di ritorno.

Campo. Dopo un po’ di riscaldamento in palestra, Di Carlo prende la parola intorno alle 17.00; nel frattempo esce anche il sole e illumina la prima corsa dei quattro moschettieri. Manco a dirlo, pettorina gialla addosso, a guidare il gruppo è fin da subito capitan Palombo, per gradi e militanza il più acclamato dalle tribune stracolme dell’impianto moenese che non si risparmiano nemmeno per gli altri tre. Corsa, stretching e pallone: il nuovo anno è cominciato anche per loro. Per fortuna senza vuvuzela.