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Sampmania: che succede quando non puoi fare plusvalenza con il tuo miglior giocatore?

Sampmania: che succede quando non puoi fare plusvalenza con il tuo miglior giocatore?

  • Lorenzo Montaldo
Adoro l'odore degli insulti di primo mattino. Per questo motivo oggi parleremo di un argomento che fa saltare sulla sedia i paladini dei 'conti a posto' e delle palazzine. ​Prima di tornare agli ‘osanna’ e ai canti di giubilo, inginocchiati di fronte all’altare del bilancio, guardiamo in faccia la realtà: la Sampdoria ha molte meno possibilità di sfruttare le macroscopiche plusvalenze degli scorsi anni per posare le basi del suo futuro. Cause ne possiamo trovare quante ne volete: un inizio di stagione difficile, e che di certo non ha messo in mostra talenti cristallini, una gestione sbagliata del mercato, il fatto che a Genova non ci sia più Giampaolo - lui i calciatori se li fabbricava a sua immagine e somiglianza partendo da un po’ di terriccio fertile. Mettiamoci dentro anche un po’ di sfortuna. Come preferite. 

Ciò che conta però è che nella formazione doriana 2019-2020 non ci sono gli scintillanti campioncini a cui ci eravamo abituati. Scordatevi gli Schick, i Torreira, gli Skriniar e gli Andersen, comprati a due spiccioli e rivenduti per una valanga di milioni. La Sampdoria (più o meno consapevolmente, non lo so) ha alzato l’asticella e ha iniziato ad investire tanti soldi su calciatori costosi: l’antesignano di questa tendenza era stato Praet, una dinamica simile si era verificata poi per Zapata, e se vogliamo anche per due acquisti ‘sbagliati’, ossia Gabbiadini e Murillo. Il modus operandi si è ripetuto pure quest’estate. Non consideriamo l’ancora acerbo Chabot e Depaoli, perchè è difficile pensare di poter generare un gran disavanzo da questo tipo di profili. A Bogliasco sono arrivati Rigoni (costerà 11 milioni) e Maroni, che il Boca valuta 15 cucuzze e che dovresti rivendere in un futuro ad almeno 20-25 milioni per pensare di rientrare dell’investimento, tra ammortamenti vari, salari e compagnia. Ammesso e non concesso che entrambi vengano riscattati.

La Sampdoria di oggi può contare su un paio di potenziali plusvalenze effettive, e oltretutto non si tratta di affari milionari. Penso a Murru e Linetty, che comunque il Doria a suo tempo non aveva pagato pochissimo (oltre sei milioni per il terzino, e circa 3 per il polacco). Volendo nel novero possiamo inserire anche Bereszynski. Ma si tratta comunque di cifre e percentuali ben diverse dai 40 fischioni di Schick, o dai 30 di Torreira. Non è realistico neppure immaginare di realizzare un consistente guadagno da Vieira, per cui la Samp aveva versato quasi 7 milioni. Altri nomi? Colley era costato 8 milioni, 10 con i bonus, Caprari figura a bilancio a 13. Insomma: di affaroni in vista per il momento non ce ne sono. Il caso più particolare, però, è un altro.

Ritengo possiamo essere tutti d'accordo nel dire che il calciatore più determinante e futuribile della Sampdoria attuale è il portiere. Sono sempre stato estremamente critico nei confronti dei numeri uno, forse per una sorta di invidioso spirito di rivalsa dovuto ad una disastrosa carriera tra i pali tentata e, fortunatamente per il mondo del calcio, mai decollata. Gli ultimi due titolari della Samp, però, mi hanno esaltato. Viviano ha salvato capra e cavoli l’anno di Montella, ma se possibile Audero è persino più forte. Ha tutto: è reattivo ed esplosivo nonostante i 190 centimetri di altezza, gioca con la tranquillità di un veterano ed esce ovunque, in area e persino sulla trequarti, proprio come deve fare un interprete moderno del ruolo. Mi spingo oltre: posso dire che non vedevo due mani così tra i pali della Samp dai tempi dei sei mesi straordinari di Storari. Nel frattempo a Genova è passato anche il titolare dell’Argentina, un tizio che è tesserato per il Manchester United e che al Ferraris ha sfoderato alcuni interventi da stropicciarsi gli occhi, ma pure qualche paperonzola degna del miglior Montaldo (che poi sarei io).

Dove sta la particolarità del caso Audero? Nella sua cifra d’acquisto, che difficilmente consentirà alla Sampdoria di realizzare una plusvalenza memorabile grazie al suo miglior giocatore in rosa. Audero lo hai acquistato nella più costosa bottega d’Italia, prelevandolo dall’unico club che non ha necessità di vendere, e dall’unica società che non deve convincere i giocatori a vestire la sua maglia, perchè sono i calciatori a non volersene andare. La Juventus un ragazzino del genere te lo fa pagare a peso d’oro, non ci vuole un mago per intuirlo. E infatti nelle casse bianconere sono finiti 20 milioni, parzialmente ammortizzati dalla valutazione ‘generosa’ data al giovanissimo Peeters. 

Quanto si potrebbe chiedere in un futuro per un’eventuale cessione di Audero? Onestamente non lo so, ma tenete conto che soltanto due campionati fa, in un mercato già gonfiato da valutazioni astronomiche, la Juve si assicurò il suo portiere titolare per complessivi 15 milioni di euro: il giocatore in questione era un certo Szczesny, numero uno della Polonia e per due stagioni della Roma impegnata in Champions. Ah, la Juve lo aveva scippato all’Arsenal, non alla Samp. Più recenti sono i casi di Meret e Pau Lopez: il primo al Napoli è costato 22 milioni più 3 di bonus, lo spagnolo alla Roma 23,5. Come vedete, le cifre che circolano non sono quelle iperboliche di un Torreira, o di uno Schick. Soprattutto se la base di partenza è di 20 milioni.

Onestamente spero di ritrovarmi a giugno a scrivere dell’asta tra Inter, Bayern Monaco e Real Madrid per Bonazzoli (che comunque fu pagato a suo tempo quasi 5 milioni, quando i valori di mercato non erano neppure lontanamente simili a quelli odierne). Significherebbe che il numero 9 doriano ha realizzato 10-15 gol nel girone di ritorno, e che la Samp si è salvata con largo anticipo. Ma voglio anche sottolineare quanto sia rischioso questo tipo di strategia. Se ogni calciatore fosse Torreira, non esisterebbero bilanci in perdita. Torreira e Schick sono l’eccezione, non la normalità. Scordarselo è molto, molto pericoloso.

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