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Lucas Torreira o Dennis Praet? E’ come scegliere tra la torta al cioccolato o le lasagne al forno, sono entrambe pietanze estremamente appetitose anche se agli antipodi. Io, per non sbagliare, mangio volentieri tutte e due. Magari anche un paio di volte. Se si parla di calcio, però, ho le idee più chiare. So che può essere soltanto una questione di gusto personale, ma tra Torreira e Praet scelgo sempre l’uruguaiano. Mi spiego meglio. In queste prime giornate di calciomercato impazzano le voci sui due gioiellini di casa Sampdoria. E la sosta, diciamoci la verità, non ha aiutato a trovare altri argomenti validi. Torreira è sulla bocca di tantissimi dirigenti e giornalisti già dallo scorso gennaio: tutti lo vogliono, tutti lo cercano, alla fine per una serie di coincidenze più uniche che rare è rimasto a Genova un altro anno. Vi dico la verità, è stato un regalo: non ci speravo proprio. Mi ero già messo il cuore in pace – e come me molti tifosi blucerchiati – in merito al futuro del regista. Ero certo che nel 2017-2018 lo avrei rivisto al Ferraris due volte: contro la Sampdoria, da avversario, e contro il Genoa (ovviamente sempre da avversario).

Diverso il discorso legato a Praet. Nel suo caso, sarei stato sorpreso da un addio anticipato alla Samp, almeno sino a quando non si è diffusa la voce dell'interessamento del Newcastle. Ferrero lo aveva pagato troppo – “se il Doria spende 10 milioni per un giocatore in scadenza di contratto, deve fare la differenza da subito”, pensavo – e ritenevo che il suo rendimento non avesse giustificato un’offerta superiore alla cifra investita nell’estate 2016 per portarlo a Genova. Ero persuaso che la Samp avrebbe cercato di valorizzarlo un’altra stagione, per poi provare a piazzarlo. Per questo mi aveva stupito la notizia del Newcastle pronto a sborsare fior di quattrini pur di averlo. Circa venti milioni, raccontavano le indiscrezioni. Il doppio di quello che lo aveva pagato la Samp dodici mesi prima. Pensavo fosse una plusvalenza scritta, e mi aspettavo di doverlo salutare da lì a poco. Così non è stato, e meno male. Ma all’epoca sembrava un azzardo rifiutare una cifra del genere. E forse lo era pure, un azzardo.
Diciamolo chiaramente: penso che Praet sia decisamente più sostituibile di Torreira. Il belga è un ottimo calciatore, ma un ‘simil-Praet’, mettiamola così, si può trovare. Sono convinto viceversa che un ‘simil-Torreira’ non esista. E se anche dovesse esistere, probabilmente costerebbe troppo per la Samp. Torreira taglia e cuce, imposta e legna, e per gli equilibri blucerchiati si tratta di un lavoro troppo importante. Anche i numeri evidenziano il suo strapotere. Lucas è il re dei rubapalloni, per distacco: 113 scippati in Serie A, meglio di lui nessuno; il secondo in classifica (Skriniar) è fermo a 99. In media sono quasi 6 a partita, un ritmo da top player. Le cifre sono ancora più incredibili se si pensa che Torreira è anche il leader di un’altra speciale classifica, quella dei falli subiti: quando il piccoletto uruguaiano ha la palla, l’unico modo per strappargliela è il gioco scorretto. Lo devono aver pensato parecchie volte i suoi avversari, che l’hanno steso 57 volte, due in più del secondo in classifica Papu Gomez. Praet, invece, è meno appariscente. Ha fatto soltanto 3 assist in campionato, non ha ancora segnato, ma limitarsi alle fredde statistiche sarebbe ingiusto. Il belga è un giocatore estremamente intelligente tatticamente. Qualità che gli fa ancor più onore se si pensa che prima di arrivare a Genova e alla Sampdoria non si era mai dovuto confrontare con il ruolo di centrocampista, men che meno ccon quello di mezz’ala. E proprio questa diversa visione tattica rispetto a mister Giampaolo è stato motivo di attrito nella scorsa stagione.

Con questo paragone comunque non voglio dire che Praet sia un giocatore che perderei volentieri. Lo saluterei a malincuore, perchè è un professionista serio, posato, educato, e perchè è un ottimo elemento per una squadra come il Doria. La sua tecnica consente alla formazione blucerchiata di uscire in palleggio da situazioni spinose, e spesso innesca l'ormai famoso triangolo con Torreira e Ramirez che libera il centravanti o la mezz'ala vicino all'area di rigore. Quello di Praet sarebbe un profilo perfetto da tenere qualche anno in più, magari per costruire un’identità di Sampdoria, quell'identità che inevitabilmente si perde un po' con il via vai di arrivi e partenze. Ma penso che la Samp abbia i mezzi per trovare un’alternativa che non lo faccia rimpiangere poi più di tanto. Torreira, invece, non lo puoi sostituire. Anzi, vi dico di più: credo che sia l’unico calciatore capace di variare le granitiche convinzioni tattiche di Giampaolo. Quando (e se) andrà via, la Samp dovrà cambiare modo di giocare. Perchè uno così, non ti ricapita tanto spesso.