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Nei giorni in cui a Milano si stanno concretamente muovendo i passi per arrivare a costruire un nuovo stadio, magari condiviso da Inter e Milan, uno stadio moderno, funzionale e al passo con i più moderni standard, ripercorriamo velocemente la storia del glorioso catino di San Siro, che, nei progetti delle milanesi, sarebbe da demolire.

I RUGGENTI ANNI'20 - Con gli anni'20 si assiste all'ingresso nel mondo calcistico italiano dei primi gruppi industriali, costituendo un rapporto che modificherà nel profondo l'anima di questo sport. Precursore fu senz'altro Piero Pirelli che fu presidente del Milan dal 1908 al 1929 e a lui si deve la costruzione dello stadio in zona San Siro. Sorto in poco più di un anno da un'idea del presidente del Milan Piero Pirelli, il nuovo stadio di Milano nel 1925 viene eretto in zona ippodromo ed ha una capienza di circa 35.000 persone suddivise in quattro tribune di cui una sola coperta. Lo stadio viene inaugurato nel settembre del 1926 ovviamente con una partita amichevole tra il Milan, padrone di casa, e l'Inter. Già, perchè per i primi 20 anni di vita dell'impianto sarà la casa soltanto del Milan e solo nel dopoguerra, a partite dal 1947 ci andrà a giocare anche l'Inter. Per l'inaugurazione La Gazzetta dello Sport pubblica un lungo articolo con tanto di bella foto aerea che ritrae l'insieme imponente del nuovo impianto milanese. Il Milan con il suo nuovo impianto proietta se stesso e tutto il calcio italiano nel futuro e lo stesso giornale non manca di sottolinearlo, con il linguaggio enfatico proprio dell'epoca: “(...) riconoscenza al sodalizio milanese che, pur carico di anni, di allori e di storia, marcia con piede leggero all'avanguardia dell'esercito sportivo italiano”.


In realtà le amichevoli di inaugurazione del nuovo stadio sono due: il 19 settembre giocano Milan e Inter, ma il giorno successivo una selezione milanese affronta i forti praghesi del Deutscher F.C., squadra che già agli inizi di gennaio di quel 1926 aveva giocato contro Milan e Reggiana degli incontri amichevoli mettendo in luce una tecnica e una forza fisica impressionanti. Il pubblico, stando alle cronache accorre numeroso ai due eventi, ma le due tribune popolari in entrambe le occasioni presentano larghissimi vuoti: probabilmente la capienza è ancora al di là della reale capacità attrattiva del calcio italiano. Il 6 ottobre 1926 lo stadio del Milan è teatro per la prima volta di un incontro di campionato, quando ospite è la Sampierdarenese.


I MONDIALI ITALIANI - Tutto cambia nel giro di pochissimi anni. Siamo nei “ruggenti anni'20” all'italiana, cambiano in quegli anni costumi, mode e abitudini e si accentuano le frizioni sociali. Il tempo libero viene impiegato con svaghi dal modesto costo e come bene hanno messo in rilievo Antonio Papa e Guido Panico nel loro fondamentale Storia sociale del calcio in Italia “lo spettacolo calcistico diventa una forma di ordinaria socievolezza”. Lo stesso regime fascista vede nello sport e quindi anche nel calcio una leva politica al tempo stesso di controllo e consenso e dalla seconda metà degli anni'20 fa partire una serie di cantieri dedicati a nuovi impianti polisportivi, impianti che saranno un dei fiori all'occhiello del regime da esibire in occasione dei Mondiali del 1934. Ovviamente lo stadio di San Siro è uno degli impianti scelti dal regime per quei Mondiali: ci vengono giocate tre partite, tra le quali la semifinale vinta dall'Italia sull'Austria per 1 a 0. Subito dopo la guerra l'Inter abbandona l'Arena Civica e gioca le sue partite casalinghe sul campo di San Siro, in alternanza con il Milan. 56 anni dopo i Mondiali del 1934 San Siro – che nel frattempo era stato intitolato nel 1980 a Giuseppe Meazza – era scelto quale stadio inaugurale del secondo Mondiale italiano, quello di Italia'90, durante il quale a San Siro vengono disputati 6 incontri.


LE GRANDI SFIDE INTERNAZIONALI - Come abbiamo scritto prima, il nuovo stadio del Milan sin da subito diventa palcoscenico ideale per grandi sfide dal sapore internazionale. Viene inaugurato da una delle squadre europee più forti dell'epoca, il Deutscher di Praga, e la Nazionale gioca lì alcune importanti partite con le squadre europee più forti tra gli anni Venti e Trenta quali Cecoslovacchia, Ungheria e Austria. Subito dopo i Mondiali del 1934 lo stadio di San Siro viene acquistato dal Comune di Milano e fatto oggetto di un primo intervento di ampliamento con la costruzione delle curve di raccordo con le tribune che porta la capienza, sul finire degli anni'30, ad oltre 50.000 posti. È però dalla seconda metà degli anni'50 che lo stadio si trasforma, con la costruzione di un secondo anello che copre il settore esistente e successivamente con la realizzazione dell'impianto di illuminazione.


Con gli anni'60 San Siro viene scelto dall'UEFA per alcune finali di Coppa dei Campioni: la prima nel 1965, quando l'Inter vince la sua seconda coppa battendo il Benfica. Nella seconda metà degli anni'80 lo stadio si rifà ancora una volta il look in vista di Italia'90. Viene costruito il terzo anello poggiato su undici torri in cemento armato e così San Siro assume la forma e l'estetica che ancora oggi conosciamo.  Ovviamente la Nazionale ha continuato per tutti questi anni a giocarci, sia amichevoli sia partite ufficiali e San Siro si può ben dire che sia un importante amuleto per gli Azzurri in quanto la Nazionale in oltre 40 incontri giocati in questo stadio non ne ha mai perso uno.

(Alessandro Bassi è anche su http://storiedifootballperduto.blogspot.it/)