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Sconfitto per la terza volta consecutiva, il Sassuolo di Dionisi continua a cambiare pelle. Stavolta lo fa senza particolari pudori alla luce dei riflettori del Gewiss Stadium, nello stadio scomodo di Bergamo. Due a uno per la Dea il risultato finale, coi neroverdi che, rispondendo in maniera interessante alle novità, si meritavano forse il pareggio. Sarebbe stato un gran punto, sì. Nel complesso in ogni caso parlerei di una prestazione più positiva rispetto alla sconfitta in casa col Torino. Anche perché quando incontri l’Atalanta il rischio goleada è sempre presente. Dunque, sventato il peggio, testa alla Salernitana. Noi nel frattempo, si può chiacchierare un momentino di quello che sta succedendo. 

Senza tanto considerare il turnover massiccio assorbito abbastanza bene nel primo tempo (finalmente un Defrel accettabile, peccato alcuni errori...), mi concentrerei di più sulla gestione dei cambi a partita in corso. Vi siete accorti che il Sassuolo, al contrario della partita precedente, è cresciuto nella ripresa? Che dal punto di vista del ritmo e della intensità è arrivato quasi a mettere sotto la Dea per buona parte del secondo tempo? Rimandiamo a un’altra volta le osservazioni sul cambio insolito e singolare Raspadori per Boga, che ha permesso al mister di schierare nel finale Scamacca e Giacomo insieme. Bisogna che parliamo di questo Abdou Harroui, di cui Dionisi a quanto pare si fida molto. Non ha paura dello scontro fisico, l’olandese, anzi quasi lo cerca. Ecco un altro centrocampista diverso. Nuovo. Non so ancora se migliore o peggiore rispetto ai Bourabia di De Zerbi. Harroui è del tipo Frattesi. Una corsa costante, tanta fisicità, sembra fatto apposta per un calcio ad alto ritmo. ‘Ignorante’ al punto giusto, per usare un’espressione in voga. Non è sempre pulito nelle scelte e nella gestione della palla, ma forse questo è un effetto inevitabile del suo modo di interpretare il ruolo. 
Si è presentato a Sassuolo dicendo che è uno che segna, e in effetti non mente se andiamo a leggere i suoi dati. Vi bastino gli ultimi due anni in Eredivisie con lo Sparta Rotterdam: 6 reti l’anno scorso e 4 nel 19/20 con un totale di 12 assist (rispettivamente 3 e 9). Finora nelle due apparizioni in Serie A (contro Torino e Atalanta) non ha mai sfiorato la porta, ma la gamba per arrivarci si vede bene che ce l’ha. Nell’ultima inoltre ne abbiamo apprezzato la duttilità: può fare sia il vertice basso a tre, che la mezzala. E questa cosa del vertice basso è un gradino in più rispetto a Frattesi, che invece o gioca a due o è mezzala e punto. Harroui ci intriga insomma, dopo averlo visto all’opera contro il suo connazionale Koopmeiners, nell’inferno di Bergamo. È anche il suo un acquisto che va in una direzione precisa. Il Sassuolo si sta convertendo al calcio verticale e intenso di Dionisi. Harroui lo rivedremo presto.