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Oggi bisogna festeggiare proprio! Il derby vinto anche al ritorno (e come!), la pressione sul Milan (per ora siamo a -1, coi rossoneri obbligati a vincere a Bergamo, cosa non facile, il che vuol dire che l'Europa è lì e bisogna crederci, perché la meritiamo noi!); Sansone che supera il suo record di reti in maglia neroverde salendo a quota 6, un Defrel a 7, finalmente capocannoniere del Sassuolo, un Acerbi a 4, quarto marcatore della squadra, e per completare il quadro le dichiarazioni rassicuranti di Di Francesco; tutto va per il meglio, senza 'confusione'. Dobbiamo crederci sul serio, allora.

Contro il Carpi, ho visto un Sassuolo affamato, fisicamente tonico e brillante. La palla circolava spesso e volentieri a una velocità portentosa, specie nel primo tempo. Merito di una prestazione collettiva esemplare, di chi sa bene cosa vuole e quanto costa (in termini di fatica e applicazione). La crescita di Duncan, anche da un punto di vista tecnico, torna a sorprendere, proprio come a inizio stagione. Magnanelli ha riscattato il brutto primo tempo della partita scorsa contro l'Udinese, infondendo alla manovra sicurezza e ragionamento dal primo all'ultimo minuto. Poi il lavoro pregevole degli esterni d'attacco, Berardi e Sansone, con quest'ultimo davvero indemoniato. Peccato che Domenico non sia riuscito a segnare. Un motivo in più per fare bene contro il Genoa, la prossima giornata, lui che all'andata era stato espulso e squalificato per tre turni.
Che dire di Defrel? Sebbene nel ranking giocatori risulti ancora al primo posto sotto la voce 'palle perse' (8 in tutto), il francese ha segnato di nuovo un gol decisivo, il secondo, dopo aver confezionato l' assist per Sansone nei primi minuti di gioco. Nessuna novità per noi che, in questa rubrica, lo abbiamo detto sin dall'inizio che l'ex attaccante del Cesena, oltre a vedere bene la porta, avrebbe visto anche i compagni, data la sua buona visione di gioco. Così ora sono 7 anche gli assist totali che ha fatto, da buon centravanti altruista qual è (a volte pure troppo..). Da segnalare l'intelligenza adoperata al momento del gol: non solo si è fatto trovare pronto sulla palla recuperata dal compagno, dettandogli il passaggio in area, ma è riuscito poi a rimanere lucido davanti al portiere in uscita, scegliendo coraggiosamente il suo lato debole, il destro, per essere più efficace sotto porta. Ora gli mancano soltanto 3 reti per eguagliare i 9 gol dell'anno scorso. Raggiunto questo obiettivo personale minimo (minimo, vista la fiducia che gli è stata data), oltrepassarlo significherebbe contemporaneamente (per lui) superarsi e (per noi) superare il Milan. Perché se nel frattempo si sbloccasse anche Berardi..