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Sconcerti, non pensi che l'arroccamento dell'Inter - quella sensazione che trasmette la società di «soli contro tutti» - alla fine non si riveli penalizzante?
«Per il rendimento tecnico non credo, temo che il problema può essere Conte».

In che senso?
«Se continua a fare certe sfuriate con gli arbitri, se continua sempre a fare la parte del danneggiato, non so come andrà a finire. Gli arbitri sono una strana congrega, come tutti noi. Non gli devi rompere. Non è complottismo, non è roba da arbitri, perché sono nemici l’uno con l’altro, quelli bravi sono tre-quattro e gli altri sperano di prendere il loro posto. Quindi non possono complottare, però quando si ritrovano parlano e matura una certa idea di Conte».

Non trovi Maresca inopportuno quando dice «Bisogna accettare anche quando non si vince»? Cioè: dagli arbitri non ci aspettiamo giudizi morali, ma semplicemente che applichino il regolamento, no?
«Sinceramente trovo che la frase di Maresca sia un’ovvietà, niente di così clamoroso. E comunque siamo costretti a sorbirci la morale, facciamocene una ragione».

L’Inter resta la più forte?
«L’Inter per me vince il campionato, è certamente la più forte».

Troppo dipendente da Lukaku, però.
«A Udine è la prima volta che non ha segnato, non facciamone un dramma. L’Udinese, quando vuole giocare per lo 0-0, alla fine lo ottiene. Certo, l’Inter è «poggiata» su Lukaku. Hakimi e Young e Perisic vanno al cross, ma in questo periodo Lukaku è sotto il suo rendimento e allora diventa un problema. Lukaku è fondamentale sia come schema che come risolutore».
Ma perché all'Inter sono così arrabbiati col mondo? Mi riferisco al comunicato ufficiale del club.
«Io dico che un’Inter incazzata non fa bene a nessuno. Ma di che muro parla Marotta? Ma non scherziamo, per favore. Fino a due settimane fa eravamo tutti a fare i complimenti all’Inter. Proprio non lo capisco questo atteggiamento».

E’ pronta l'Atalanta? Pronta a vincere, intendo.
«E allora lo dimostri. E’ ora che vinca qualcosa, se no giochi bene ma non vinci nulla ed è un limite, non so mai dove puoi arrivare».

Vedi nella Juve segnali positivi o è ancora una squadra «incartata»?
«Pirlo ha cambiato tantissimo, il problema più serio resta il centrocampo. E’ partito a due, ora gioca a tre, ma se vuole garantirsi deve prendere almeno due rinforzi in mezzo, perché il reparto è corto e trasformare Kulusevski in un centrocampista sarebbe un peccato, lui deve giocare a venti metri dalla porta. Credo che la Juve sia un’ottima squadra, ma la qualità del centrocampo è discreta, non ottima. E non è certo la Juve di Allegri, quella era un’altra squadra. Questa può arrivare a 80-83 punti, ma la domanda è: basteranno per vincere lo scudetto?».

Te lo chiedo: basteranno?
«Ripeto, l’Inter è più forte ed è la mia candidata, ma anche la Juve è in grado di vincerlo, perché no? Anche se l’Inter con Conte in panchina ha giocato 57 partite, in pratica tre gironi. Con una media di 41 punti a girone. L’Inter non può dire di essere migliorata rispetto all'anno scorso, riflette un livello discreto, ma non ha niente di straordinario, lo conferma l'uscita dalla Champions».

Ultima domanda: Ballardini sta facendo un gran lavoro a Genoa. E’ il Mr Wolf del calcio italiano, risolve problemi. Ha sbagliato un’unica stagione, a Bologna, in un anno sciagurato, quando subentrò e retrocesse, non per colpa sua.
«Lo seguo, sì, è così. Ha cambiato il Genoa, fa punti, gioca un buon calcio. Ha tolto Rovella, ha messo Radovanovic a fare il libero, ha recuperato Criscito e ha Destro che segna: sta facendo davvero bene».