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Sconcerti, la Juve è fuori dai giochi?
«Le statistiche dicono questo. Nel 1961-62 la Juve aveva due punti dopo 4 giornate e alla fine arrivò 12ª. A favore della Juve c'è la poca qualità complessiva, ma mi sembra durissima recuperare».

Quali sono oggi le squadre più forti della Juve?
«Certamente l’Inter, ma anche il Milan, perché è una squadra vicina a essere completa. A Pioli manca ancora qualcosa, nel senso che non riesce mai a giocare in 11 uomini. Con la Juve non si sono visti Leao, Kessie e Hernandez e tre assenze in campo sono tante. Ed è anche inutile pensare a quando tornerà Ibra. Tornerà, certo, farà la sua parte ma la sua assenza è nella norma. Poi c’è anche il Napoli, che è più completo».

Quale è oggi il problema di Allegri?
«Ce ne sono un po’, ma credo che il problema centrale della Juve si veda dal fatto che non riesce a utilizzare Chiesa, perché preferisce un altro giocatore inferiore - Rabiot - ma che gli dà più equilibrio. Ho l'impressione che Chiesa non soddisfi Allegri».

Per Allegri è un problema anche quello dei cambi.
«Se tu vai a vedere in queste ultime due partite - contro Milan e Napoli - Allegri ha fatto tre cambi, come se fosse ancora fermo al regolamento di due anni fa. Con l’Empoli ha fatto quattro cambi e con l’Udinese ne aveva fatti cinque, addirittura tre al 15° del secondo tempo cambiando il volto della squadra e il suo atteggiamento tattico. Mi pare chiaro che Allegri non è abituato a gestire cinque cambi».
Che impressioni hai avuto da Juventus-Milan?
«Mi stupisco di come l'abbia spacciata certa informazione: è stata una grande mezza partita, ma una partita inespressa. E non capisco come sia stata venduta da grande partita. La verità è che è stata una partita tra due grandi mezze squadre. Szczesny ha fatto una sola parata, Maignan nemmeno quella. E’ durata 48 minuti di gioco effettivo, 15 in meno di una inglese, che in media dura 63 minuti. Vuol dire che non si è giocato mai. Questa non può essere una grande partita».

A Verona è arrivata la prima sconfitta di Mourinho.
«Mi ha un po’ sorpreso come se l'è giocata. Con Cristante e a fianco Veretout. Poi con Zaniolo, Pellegrini e Shomurodov e il centravanti, Abraham. Il Verona in mezzo ha giocato a cinque, con tre centrocampisti offensivi, Barak, Ilic e Bessa. E quindi in mezzo al campo la Roma ha difeso con due contro cinque, insomma era già una resa. Sono cose molte leggibili e per questo resto stupito dalla mancanza di lettura da parte di Mourinho. Se la Roma la rigioca domani, la riperde».

Un'ultima cosa sul ritorno di Mazzarri.
«Mi ha fatto veramente piacere che sia tornato, perché già un anno fa gli avevo detto di non fare lo schizzinoso. Cagliari è una buona piazza, Mazzarri farà bene. Non c’è tanto da dire: Mazzarri è bravo e deve stare tra i 20 allenatori di Serie A».