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Sconcerti, che sta succedendo al Milan?
"Guarda, siamo abituati a pensare al calcio come una cosa virtuale, ma il Milan ha cambiato società, non bisogna dimenticarlo. C’è un nuovo proprietario, ha portato nuovi soldi".

Maldini ha chiesto autonomia.
"Sì, certo, ma che autonomia vuole? Di fare il suo lavoro, chiaro. Ma gli americani raramente mettono i soldi in mano ad altri, quindi dovrà fare riferimento sempre alla società. Le autonomie di tutti sono sotto controllo. Non è entrato solo un nuovo proprietario, ma un bel po’ di persone".

Quanti soldi investirà nel mercato il nuovo fondo?
"E’ una buona domanda, ma non possiamo dettare noi i tempi. Ci sono trattative e conoscenze reciproche che vanno fatte, c'è bisogno di tempo per conoscersi e capire dove si vuole andare".

Che sta succedendo a Firenze con Italiano?
"Per Italiano vale la stessa cosa per Maldini. Nessuno vuole mandare via Italiano, ha fatto un buon campionato, ma hai perso 14 partite su 38. Tante partite di quelle perse non le hai nemmeno giocate. Allora: io società ti raddoppio lo stipendio, ma Italiano dovrà dire anche come vorrà giocare, che soluzioni adotterà, come cercherà di migliorare i limiti della squadra. Non si capisce perché sia diventato un problema parlare. E comunque: è arrivato settimo. Paulo Sousa, per dire, aveva portato la Fiorentina al quinto posto".
C’è un po’ di arroganza da parte di Italiano, non trovi?
"Certo, quando dice mi date 2,5 milioni di euro o non alleno. Beh, insomma. In realtà Italiano deve rispondere a questa domanda: come intende crescere?".
Come leggi il fatto che le prime sette non hanno cambiato allenatore?
"Bisogna vedere quanto siano contente. Tutto mi sembra condizionato dai soldi. E’ stato un campionato molto equilibrato, per cui tutti hanno fatto più o meno bene. E comunque io non sono sicuro che resteranno gli stessi sette. Vedo queste punture di spillo tra Spalletti e De Laurentiis e penso che qualcosa possa succedere".

Spalletti rischia di non cominciare il campionato col Napoli?
"Non lo so, so che non è mai un buon segnale quando ci si becca con De Laurentiis. Ma la vera novità che ci attende è un'altra".

Quale?
"Nel giro di due-tre anni arriveranno altri quattro-cinque proprietari americani. E occhio: il Palermo può essere il nuovo Newcastle. Non mi sorprenderei se Napoli, Lazio, Sampdoria, nel giro di pochi anni cambiassero proprietà. Attenzione non è un auspicio, ma credo che sia quella la direzione che sta prendendo il nostro calcio".

Cristiano Ronaldo è sul mercato: cosa porta e cosa toglie?
«Porta gol e toglie molto del resto, più vai avanti con gli anni e più sono le cose di cui hai bisogno. In questo momento è un rendimento alla pari. E’ ancora un giocatore in grado di fare la differenza? Questa è la domanda da farsi. Rispondo sì, ma forse l'Inghilterra non è più per lui».