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Pescare giovani sconosciuti, lanciarli e - magari - rivenderli a buon prezzo. L'Udinese, prossima avversaria del Toro, fa scuola in tutta Italia. I granata, non per caso, vogliono provare a percorrere questa strada. Ci vuole tempo: non ci si improvvisa nel fare tutto questo. Occorre una struttura societaria adeguata e una rete di osservatori efficiente ed ampia. Il Toro in questo senso ha ancora molto da fare, ma nel frattempo spera che i due nuovi arrivati Under 20 possano sbocciare proprio sotto la Mole: Menga ha già riscontrato il massimo affetto da parte dei tifosi granata, che sperano molto nella sua esplosione. Nell'allenamento di stamattina l'esterno belga, di origine congolese, ha dato spettacolo e si è guadagnato gli applausi del pubblico presente: l'ex giocatore del Lierse si appresta ad imparare gli schemi di Ventura e la lingua italiana.

Se questo processo proseguirà positivamente, il Toro potrebbe ritrovarsi tra le mani un bel talento da valorizzare, proprio come accade all'Udinese: progettazione e struttura, tuttavia, consentono al club friulano di rendere continuativo questo meccanismo, che il Toro sembra solo avere abbozzato per ora. Infatti, oltre a Menga (classe 1993) c'è 'solo' Kabasele (classe 1994 e relegato in Primavera) tra i frutti dello scouting granata di gennaio: se almeno uno dei due darà segnali importanti in breve tempo, anche Cairo potrà convincersi della bontà di tali operazioni per poi ripeterne così anche in futuro e, magari, anche in quantità maggiori.