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    Secondary ticketing, business da 8 miliardi come la cocaina

    Secondary ticketing, business da 8 miliardi come la cocaina

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    Il Secondary Ticketing sui biglietti dei concerti, il bagarinaggio di una volta, è un fenomeno mondiale ben organizzato, come ha illustrato Claudio Trotta in una audizione davanti all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Commissione Cultura della Camera dei Deputati. 
    Al centro di questa complicata trama c’è la Live Nation, leader mondiale delle vendite on line di biglietti per i concerti, guidata da Michael Rapino, che dichiara che il giro d’affari stimato del Secondary Ticketing è di circa 8 miliardi di dollari, paragonandolo, nel marzo del 2016, con scelta veramente infelice, al fatturato del mercato della cocaina.
    Il meccanismo si è consolidato in più di 15 anni di “pratica” borderline dove i siti che gestiscono le vendite on line, sempre più vitali per chi organizza concerti, vengono assaliti da gruppi organizzati che in pochi minuti acquistano migliaia di biglietti per rivenderli su altre piattaforme a prezzi maggiorati.
    In Italia il fenomeno ha raggiunto il grande pubblico dopo l’esaurimento – pressoché istantaneo – dei biglietti on line per i concerti degli U2 e dei Coldplay.
    Perciò abbiamo intervistato Claudio Trotta che è senza dubbio il più autorevole e deciso manager nella lotta al Secondary Ticketing
    Domanda: Claudio Trotta, Lei ha denunciato pubblicamente più volte lo scandalo dei biglietti venduti nel secondo mercato a prezzi maggiorati. Ci può spiegare come avviene?
    “Questo secondo mercato, di dimensioni enormi, è intollerabile nella forma e nella sostanza. Esso è originato da accordi fra i managers dei cantanti e gli organizzatori di concerti come Live Nation che cura e gestisce i diritti di vendita di U2, Sting, Madonna, Coldplay, per citarne solo alcuni. Il legame fra artisti, managers e rivendite on line a prezzi maggiorati è lampante, come si può ascoltare da un’indagine svolta dalla BBC con alcuni managers inglesi ed americani.  In sostanza non solo dichiarano di essere perfettamente a conoscenza del fenomeno ma persino che sarebbero i prezzi bassi (!) dei concerti a favorire il sovrapprezzo della rivendita. Dunque si crea un volume d’affari molto più alto di quello ufficiale, e che viene suddiviso tra organizzatori, piattaforme on line di vendita, managers e, in alcuni casi, gli stessi artisti. Questo fenomeno causa anche una evasione fiscale totale, data la collocazione prevalentemente in sedi estere compiacenti delle piattaforme on line di rivendita secondaria.”  Clicca Qui per l’intervista della BBC 
    Domanda: Quali artisti hanno preso coscienza e posizione contro questo fenomeno?
    “Molti artisti a livello mondiale come Bruce Springsteen, Marc Knopfler, Adele Munfort ma anche in Italia Ligabue, Litfiba e Zampaglione mentre Vasco Rossi ha annunciato di aver sospeso la collaborazione con Live Nation, ma ha precisato che si esprimerà nei prossimi giorni per una posizione definitiva.”
    Domanda: il 26 di gennaio al Teatro Parenti di Milano ha organizzato un vero e proprio convegno per tracciare le linee guida etiche della filiera della musica dal vivo, può anticiparci i punti cardine di questa nuova etica?
    “Vogliamo costituire una struttura stabile e permanente che potremo chiamare Osservatorio No Secondary Ticketing, per monitorare il mercato sullo stile della FPM (Federazione contro la Pirateria Musicale e Multimediale) che identifichi  casi di secondary ticketing e li segnali alla Magistratura. Vogliamo anche raccogliere le informazioni che vengono dai consumatori sui casi di vero e proprio bagarinaggio e vogliamo dare visibilità alle operazioni anti-secondary.”

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