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    Senza Abramovich, il Chelsea teme di tornare piccolo: caccia a un nuovo 'paperone'

    Senza Abramovich, il Chelsea teme di tornare piccolo: caccia a un nuovo 'paperone'

    • Federico Albrizio
    Un coro, fuori tempo e fuori luogo, che racconta le paure di una piazza passata in meno di un ventennio è passata da club minore a realtà internazionale: e che ora teme di tornare nella polvere. Il Chelsea sta già elaborando il prossimo addio di Roman Abramovich, 17 trofei e circa 2.35 miliardi investiti in 19 anni alla guida dei Blues, da quando acquistò la società londinese per 160 milioni nel 2003. Il popolo del Chelsea è già orfano del suo Zar e a questo si legano i cori intonati dai tifosi durante il minuto di raccoglimento per l'Ucraina prima della sfida in occasione della sfida con il Burnley: Thomas Tuchel ha criticato la scelta per il suo tempismo e altrettanto ha fatto il Chelsea Supporters Trust (gruppo che riunisce i fan dei Blues in tutto il mondo), ma chiaramente le preoccupazioni per il futuro del club sono condivise.

    LE OFFERTE NON MANCANO - Non ci sarà un nuovo Zar, ma per restare grande il Chelsea ha bisogno di trovare un nuovo 'paperone' disposto ad avvicinarsi ai 3,5 miliardi di euro chiesti dal magnate russo. E di possibilità ce ne sono. Nonostante l'annuncio di Abramovich sia stato improvviso, sono già diverse infatti le realtà che hanno approcciato i Blues in vista di una possibile acquisizione del club, chi meno e chi più seriamente. Difficile pensare che Conor McGregor, volto più iconico della MMA (arti marziali miste) possa pensare di completare l'affare, nonostante abbia dichiarato di aver già presentato un'offert da 1,5 miliardi. Ben più concreta invece la candidatura d Mushshin Bayrak. "Stiamo discutendo i termini dell'acquisto del Chelsea con gli avvocati di Abramovich. Presto sventoleremo bandiera turca a Londra", ha dichiarato baldanzoso l'uomo d'affari turco, con un patrimonio stimato di 11 miliardi e il gruppo AB (cripto valute, costruzioni, turismo ed energia) alle spalle. Più defilati Sir Jim Ratcliffe, uomo più ricco del Regno Unito (patrimonio personale di 20 milioni di dollari) e numero uno di Ineos che già qualche anno fa si era visto rifiutare da Abramovich un'offerta da 2,2 miliardi, e l'americano Tod Boehly (due offerte da 2,5 miliardi rifiutate). In corsa anche lo svizzero Hansjörg Wyss, disposto però a spingersi fino a un massimo di 2 miliardi.

    OCCHIO AI COSTI - La quota necessaria per rilevare il Chelsea non è l'unico problema, perché a preoccupare sono anche i pesanti costi di gestione necessari ora per tenere il club al top. I 2,35 miliardi spesi da Abramovich in 19 anni sono un'indicazione importante e allo stesso tempo parziale, perché sono la base su cui è costruita ora una macchina dai giri altissimi: una rosa che da sola ha un valore che si avvicina ai 900 milioni di euro, grazie anche al ritorno di Lukaku in estate per 115 milioni, ma soprattutto un monte ingaggi mostruoso da oltre 200 milioni annui. Numeri con i quali il nuovo proprietario dovrà fare inevitabilmente i conti ed è proprio questa la più grande preoccupazione dei tifosi Blues, l'idea di un 'ridimensionamento' dopo un ventennio di caviale e champagne è la più terrificante. Dopo lo Zar serve un nuovo 'paperone', per restare al top e non tornare ad essere la piccola realtà che guarda le grandi storiche del calcio inglese dal basso.

    @Albri_Fede90

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