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Il mercato delle sponsorizzazioni di maglia delle Serie A è in forte crescita, nonostante l’emergenza da Covid-19 vissuta dalle squadre nell’ultimo biennio. 
Anche quest’anno gli sponsor interessati alla massima divisione del calcio italiano hanno fatto segnare numeri record. Il tetto dei 200 milioni di euro di investimenti, impensabile fino a pochi anni fa, è stato superato nettamente (per la precisione ben 213 milioni), con una media “valore maglia per club” pari a 10,65 milioni, senza considerare la presenza di 62 marchi commerciali visibili sulle divise (rispetto ai 45 dell’inizio stagione 2021/22).

Nonostante la crisi (post Covid) e le avvisaglie di una futura crisi energetica, che rischia di colpire duramente famiglie e aziende (con inevitabili ripercussioni sull’economia globale del Paese), gli sponsor della massima serie hanno aumentato, rispetto alla precedente stagione, i loro investimenti pubblicitari. Nel confronto con l’ultimo biennio (2020/22), ad esempio, le sponsorizzazioni di maglia sono cresciute di oltre 40 milioni di euro (nel 2020/21 non superavano i 169,7 milioni). Il calcio, per molte aziende di largo consumo, è un investimento anticiclico, ovvero strategico nei momenti di crisi di mercato (alla pari degli spot pubblicitari). 

Bianconeri ancora una volta sul tetto d’Italia.
La Juventus si conferma brand guida di questa speciale classifica, grazie ai 58,5 milioni di euro spesi dagli sponsor (45 milioni arrivano solo dal main sponsor Jeep). Se si considerano anche i 51 milioni di euro del partner tecnico (Adidas) il valore complessivo della “jersey” supera i 109,5 milioni di euro. In assoluto la maglia più ricca della Serie A
Sempre sul podio, ma molto lontani dal budget dei bianconeri, l’Inter (28,5 milioni in questa stagione) e la Fiorentina (25 milioni). Ancora più indietro il Milan (21,5 milioni) e il Sassuolo (18 milioni). Solo 7 club su 20 (Juventus, Inter, Fiorentina, Milan, Sassuolo, Roma e Napoli) superano, per qualità del budget, la media investimenti sponsorizzativi (per club) pari a 10,65 milioni di euro. Oltre a ciò le prime 4 realtà di questa speciale classifica incassano 132 milioni di euro (oltre il 60% della “torta” complessiva).

Più in generale, quest’anno, nessun club di Serie A è partito senza il main sponsor di maglia (appena un anno fa se ne contavano 5: Lazio, Salernitana, Genoa, Venezia e Spezia) e tutti hanno superato almeno il milione di euro di investimenti (come nel caso della neo promossa Lecce, che ha raggiunto questo traguardo con il supporto di 4 brand: Links, BetItalyPay, Deghi e BPP). Nella stragrande maggioranza, le squadre di A presentano almeno 3 marchi sulla divisa (Cremonese ed Empoli anche 5 a testa). Solo Sassuolo (Mapei), Fiorentina (Mediacom), Roma (DigitalBits), Lazio (Binance) e Inter (Digitalbits+Lenovo) hanno fatto, per il momento, scelte commerciali differenti. 

Nell’analisi dei settori merceologici domina l’area delle aziende digitali/fintech, con ben 11 marchi rispetto ai 6 del comparto alimentare, da sempre settore storico per investimenti (sul podio infine l’automotive con 5 diversi marchi). 
In totale oltre 20 diversi comparti hanno scelto di investire sul prodotto “Serie A”, sempre più d’interesse per il mercato del largo consumo (nazionale e internazionale).