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S come scudetto. S come spettacolo, il regalo che il Milan fa ai suoi tifosi nell’ultima partita, stravinta 3-0 in meno di un tempo. S come Stefano, il nome di Pioli che è il principale artefice di questa impresa. S come sorpresa, perché nessuno, nemmeno chi scrive, credeva nei rossoneri. S come Singer, il proprietario del fondo Elliott che ha salvato, e rilanciato, la società e per la prima volta ha seguito dalla tribuna la “sua” squadra. E infine S come Sassuolo, l’ultima squadra che si è inchinata alla superiorità di Calabria e compagni, troppo forti nella testa, prima che nelle gambe, per gettare via uno scudetto annunciato.

SECONDA STELLA - Undici anni dopo l’ultimo trionfo tricolore, quando c’erano Allegri in panchina e Berlusconi in tribuna, il Milan si gode una festa strameritata per la continuità di rendimento dimostrata durante l’intera stagione, mentre tutti ritenevano favorita prima la Juventus e poi l’Inter. Invece i nerazzurri sono costretti a scucirsi lo scudetto dalle maglie, con tanti saluti alla loro seconda stella, che invece diventa il prossimo traguardo dei rossoneri, neo campioni d’Italia per la diciannovesima volta.

STRAMILAN - Al calcio d’inizio il Milan sarebbe già campione, perché lo 0-0 gli garantirebbe come minimo un arrivo alla pari con l’Inter e quindi la certezza de titolo grazie al vantaggio dei confronti diretti. L’idea di accontentarsi del pareggio, però, non sfiora minimamente la testa dei rossoneri che partono a cento all’ora come se fossero obbligati a vincere. E così, dopo una conclusione fuori misura di Berardi, si vede soltanto il Milan che carica a testa bassa, esaltando i riflessi di Consigli. Soltanto gli interventi del portiere avversario negano il gol a Giroud, Saelemaekers e Leao. La squadra di Pioli è affamata di successo e lo insegue con la stessa formazione delle ultime due vittorie contro il Verona e l’Atalanta. Sicuro in difesa dove Tomori e Kalulu non concedono spazi a Scamacca, tra i due esterni Calabria ed Hernandez, potente in mezzo al campo grazie alla coppia Tonali-Kessie e veloce nelle ripartenze con il tridente Saelemaekers-Krunic-Leao a supporto di Giroud, il Milan gioca a memoria dimostrando tra l’altro una eccellente condizione atletica.

APRE GIROUD - A forza di insistere i rossoneri raccolgono i frutti della propria schiacciante superiorità. E tanto per cambiare è Leao a fare la differenza con una delle sue accelerazioni sulla sinistra, conclusa con un cross al centro dove Giroud devia di sinistro facendo passare il pallone tra le gambe prima di Ferrari e poi di Consigli. Sono passati 17’ e il Sassuolo dovrebbe segnare due gol per mettere in discussione lo scudetto del Milan, doppiamente al sicuro in quel momento visto che l’Inter non riesce a segnare contro la Sampdoria. La squadra di Dionisi, però, sembra ipnotizzata dallo strapotere di quella di Pioli, irriconoscibile rispetto al girone d’andata quando vinse a San Siro contro i rossoneri.

KESSIE PROFESSIONISTA - Per nulla appagato dal vantaggio e anzi ancora più carico di prima, se possibile, il Milan riprende ad attaccare sfiorando ripetutamente il raddoppio con incredibile facilità. Ci provano Tonali e poi Saelemaekers e come era accaduto prima dell’1-0 di Giroud soltanto Consigli riesce a evitare di subire un altro gol. Questione di poco, però, perché Leao si ripete sulla sinistra e Giroud si ripete al centro con un’altra deviazione di sinistro che vale lo strameritato 2-0. Potrebbe bastare così, ma non per questo scatenato Milan che infierisce su ciò che rimane del Sassuolo con il terzo gol, meno scontato dei primi due perché l’assist è ancora dello scatenato Leao, che crossa dalla destra e non dalla sua fascia preferita, trovando al centro Kessie che infila il terzo sinistro vincente della giornata, quando mancano ancora 10’ alla fine del primo tempo. E così c’è festa anche per l’ivoriano che lascerà il Milan e il ricordo di un professionista serio fino all’ultimo giorno, che non meritava i fischi dei tifosi rossoneri.

MAIGNAN PRESENTE - Premiato prima della partita come miglior portiere del campionato, l’unico esente da papere, Maignan smette di fare lo spettatore alla fine del primo tempo quando devia miracolosamente una conclusione ravvicinata di Frattesi. Quanto basta per convincere Pioli, i suoi giocatori e anche ai tifosi, che il 3-0 alla fine del primo tempo non è garanzia di successo, ricordando il clamoroso 3-3 maturato all’inizio della ripresa nella finale di Champions del 2005 contro il Liverpool, anche se stavolta basterebbe comunque per vincere lo scudetto. Per questo motivo, dopo l’intervallo, si vede un Milan più prudente con Bennacer al posto di Tonali.

FESTA IBRA - Non è soltanto un cambio tattico, ma un premio per chi si è impegnato durante tutto l’anno, una dimostrazione di sensibilità e riconoscenza da parte di Pioli. E così, nell’ultimo quarto d’ora, si rivede il primo trequartista Diaz al posto dell’ultimo Krunic, ma soprattutto si rivede Ibrahimovic al posto di Giroud che viene abbracciato a lungo dal tecnico rossonero. Poi c’è spazio anche per Florenzi e l’ormai ex capitano Romagnoli. A questo punto manca soltanto il gol di Ibrahimovic e per la verità lo svedese lo segna di testa, ma il suo urlo di gioia viene subito interrotto dall’arbitro che annulla per fuorigioco. Poco male, comunque, perché alla festa partecipa anche lui: il primo, e all’inizio l’unico, a credere nello scudetto del Milan. Sembrava un sogno e invece è realtà. S come sogno, S come scudetto.


IL TABELLINO


Sassuolo-Milan 0-3 (primo tempo 0-3)

Marcatori: 17', 32 pt Giroud (Mil), 35' pt Kessie (Mil)

Assist: 17', 32, 35' pt Leao (Mil)

Sassuolo: Consigli (dal 35' Satalino); Muldur; Ferrari (dal 35' st Peluso); Ayhan; Kyriakopoulos; Lopez (dal 1' st Magnanelli); Matheus; Frattesi (14' st Traore); Berardi (dal 22' st Defrel); Scamacca; Raspadori. A disposizione: Satalino; Pegolo; Manganelli; Rogerio; Djuricic; Ciervo; Peluso; Ceide; Chiriches; Traore; Tressoldi; Defrel. All. Dionisi

Milan: Maignan; Calabria; Tomor (dal 35' st Romagnoli); Kalulu; Theo Hernandez; Tonali (dal 1' st Bennacer); Kessie; Saelemaekers (dal 35' st Florenzi); Krunic (dal 26' st Diaz); Leao; Giroud (dal 26' st Ibrahimovic). A disposizione: Tatarusanu; Mirante; Bennacer; Ballo Toure; Brahim Diaz; Ibrahimovic; Rebic; Romagnoli; Florenzi; Messias; Bakayoko; Gabbia. All. Pioli

Ammoniti: 34' PT Tonali (Mil), 37' PT Lopez (Sas), 8' st Kyriakopoulos (Sas)