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    Spalmania: odio i lunedì

    Spalmania: odio i lunedì

    • Leonardo Valente
    Il lunedì, per tifosi e non, è da sempre il giorno più difficile della settimana. Ci sono però due tipi di lunedì: quelli che, nonostante le difficoltà, affronti con il sorriso per la vittoria della tua squadra e quelli che, invece, non riesci proprio a digerire perché è arrivata la sconfitta in un incontro importante, il più importante, il derby. Ecco, oggi per l’ambiente Spal è uno di quei lunedì da odiare, da non voler uscire di casa, da non voler incontrare nessuno per non correre il rischio di trovare qualche tifoso bolognese pronto a far partire lo sfottò. Un lunedì da odiare, ma utile per riflettere su questo gruppo di ragazzi che continua a girare lo stivale ricevendo complimenti e raccogliendo pochi punti, fino ad ora solo cinque, che la classifica attuale vede al posto numero 17, in piena lotta salvezza.

    Una salvezza che passa da queste gare, le più sentite, da tifosi e giocatori. Il primo derby emiliano se lo è preso il Bologna, già vincente con il Sassuolo qualche settimana fa, grazie ai nuovi arrivati Poli e Palacio, capaci di interpretare, una gara da pubblico delle grandi occasioni, da veri professionisti, con l’esperienza giusta per colpire Gomis due volte e portando altri tre punti nella cassaforte di Donadoni. Eppure, come al solito, ad inizio gara il palleggio di Viviani e compagni è sembrato più fluido e convincente. Un quarto d’ora in apertura giocato benissimo dai biancoazzurri: pericolosi con Paloschi prima, girata di destro debole che termina tra le braccia di Mirante, e Salamon poi, di testa a sfiorare il secondo palo. Sembra che la domenica possa trasformarsi in una giornata da sogno, il Bologna è bloccato dall’ottima organizzazione spallina, ma al trentesimo il match si infiamma. Di Francesco, sull’out di sinistra, aggancia egregiamente un lancio lungo arrivato dalla difesa, crossa sul secondo palo a cercare la torre di Palacio che puntualmente arriva per l’inserimento di Poli di testa sulla linea di porta e vantaggio felsineo. Azione molto bella, ottenuta grazie alle grandi qualità tecniche del reparto offensivo rossoblu, ma che evidenzia le gravi disattenzioni del tridente difensivo avversario. Vicari, Felipe e Salomon, tre certezze che cadono contemporaneamente sul vantaggio bolognese nel derby, un duro colpo.

    La reazione fino all’intervallo è tutta nel cross di Lazzari che si spegne sull’ascella di Di Francesco, inducendo il signor Guida a ricorrere al VAR solamente per illudere i 4.600 tifosi estensi (un vero spettacolo) e assegnare semplicemente il calcio d’angolo. L’inizio della seconda frazione è il peggiore degli incubi per la banda di Semplici: tentativo di possesso palla nella trequarti avversaria che finisce con il recupero della sfera di Donsah; il ghanese classe 96 parte in una cavalcata travolgente, che toglie dai giochi Vicari e lascia Salomon tra Palacio e Di Francesco pronti a ricevere l’assist per il raddoppio. Il cross di Donsah dalla destra arriva potente e il difensore polacco, per evitare il gol di Di Francesco ormai solo sulla linea di porta, interviene in scivolata gonfiando la rete sbagliata e portando le distanze a due reti. Un macigno cade sulla Spal, ma questa squadra, come sappiamo, ci prova sempre, anche nei momenti peggiori, dove il reparto difensivo è caduto con troppa facilità per ben due volte. La manovra degli estensi riparte anche se trovare lo spazio per il gol è difficile. I minuti passano, ma a due dal novantesimo si riaccende una piccola speranza: Antenucci dal vertice dell’area finta di andare sul sinistro e con il piattone destro trova il secondo palo, un gol spettacolare, il più bello di giornata, che riaccende il derby. Nei minuti di recupero è ancora il numero 7 a provarci con l’assist per Salamon, che impatta di sinistro e manda alto, altissimo, non riuscendo a farsi perdonare la domenica da incubo vissuta. Finisce con il Bologna ad un passo dalla terza rete, con la traversa di Palacio su assist di Verdi, che chiude il derby.

    Sono stati gli errori individuali, della difesa soprattutto, a portare la sconfitta e a portare ad odiare questo lunedì. Bisogna ritrovare la concentrazione, la serie A si mostra ogni domenica in una forma diversa: dalla vittoria al 94esimo con l’Udinese alle sconfitte di San Siro, passando per il capitombolo interno con il Cagliari e il pareggio con il Crotone, ricordando che con la Lazio stellare degli ultimi tempi si è strappato un punto e che con il Napoli del pianeta Marte si è sfiorata l’impresa. Bisogna ripartire dalle Semplici certezze di inizio stagione, si, bisogna affidarsi al toscanaccio per tornare a fare punti. Il suo 3-5-2 funziona, ma ha bisogno di maggiori idee soprattutto in fase offensiva. Bisogna ripartire dalla solidità della difesa venute a mancare, purtroppo, nella gara dove serviva l’attenzione più alta del solito, perché si sa i derby non sono partite come le altre e gli errori valgono doppio. Ora lavorare in settimana perché tra sei giorni è di nuovo derby, arriva il Sassuolo al Mazza, e anche se il fascino della sfida sarà minore a quello di ieri, l’importanza dell’incontro è raddoppiata. Domenica bisogna cambiare rotta per tornare ad affrontare il lunedì con il sorriso.
     
     

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