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Pierluigi Pardo, giornalista di DAZN ha parlato dal palco dello Sport Digital Marketing Festival di Riccione soffermandosi sui temi della comunicazione al tempo dei social: ''Il mondo è sempre cambiato nella sua storia. A partire dalla scoperta dell'America, fino all'arrivo degli smartphone. Negli ultimi anni, però, la velocità dell'innovazione è cresciuta in modo vertiginoso. Quando ho iniziato a lavorare, per preparare una telecronaca dovevo leggere i giornali, non c'era internet. Oggi, evidentemente, è cresciuta l'offerta a livello di informazione e con il web si può lavorare e ci si può informare in ogni modo e in ogni luogo. Ciò porta con sé l'opportunità di potersi informare in ogni momento, ma porta anche il rischio di non verificare le fonti e quindi di fare brutte figure. Internet, quindi, ha cambiato tutto: a partire dal pubblico. Oggi tutti possono partecipare al dibattito pubblico grazie ai social network, quindi quelli che una volta erano spettatori 'passivi' oggi sono molto più presenti, sia in senso positivo che negativo. E' importante, quindi, essere coerenti con quel che si è, anche sui social. Il rischio è che ogni parola può essere travisata e bisogna imparare a gestire le situazioni anche più complicate. Su Instagram sono molto naturale e il mio profilo rappresenta abbastanza bene quello che sono: è una pagina che mi assomiglia. La bellezza dei social è quella di poter raccontare la propria vita, fornire uno spaccato di quella realtà che altrimenti sarebbe inaccessibile al pubblico. Io non ho interesse a dare un'immagine diversa sui social rispetto a quello che sono. Tutto quello che facciamo è comunicazione e bisogna avere una strategia. Lo stesso Salvini ha una strategia di comunicazione, basti pensare a quando pubblica immagini relative al cibo per far capire che lui è una persona normale, che mangia piatti più o meno buoni come tutti. Bisogna avere un'idea di comunicazione: se sei Zanetti comunichi in un modo, se sei Cassano lo fai in un altro. La coerenza nei confronti di se stessi è fondamentale''.