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    'Sugli spalti': il libro che ci racconta storie legate a 25 stadi mitici, dalla Bombonera ad Upton Park

    'Sugli spalti': il libro che ci racconta storie legate a 25 stadi mitici, dalla Bombonera ad Upton Park

    • Pippo Russo
      Pippo Russo
    Il calcio è fatto anche di luoghi e di viaggi. Un catalogo di specificità locali, di identità e di terre sperdute, accomunate dalla passione globale ma declinate in modo unico e irripetibile. Un patrimonio culturale che non si finirebbe mai di conoscere, e che rimarrebbe quasi totalmente sconosciuto. A meno di decidere sia giunto il momento di mettere la vita in valigia e partire per un lungo viaggio in cerca dei luoghi dove il calcio continua a essere il rito che resiste all'omologazione televisiva: gli stadi. Che non sono soltanto le arene in cui si gioca la partita secondo una tempistica ciclica. No, piuttosto gli stadi sono depositi di storie che vengono tramandate di bocca in bocca e costituiscono un'epica dal fascino irresistibile, capace di sopravvivere alla banalizzazione delle pay-tv e al compiaciuto narcisismo di grossa parte dello storytelling in circolazione.

    Quel viaggio lo ha intrapreso da anni Andrea Ferreri, intellettuale militante con anima da ultras nonché instancabile narratore di storie. E lo ha raccontato in forma di capitoli nel libro “Sugli spalti. In viaggio negli stadi del mondo. Storie di sport, popoli e ribelli”, mandato in libreria da Meltemi lo scorso febbraio e già diventato un cult. Accompagnato da una bella prefazione di Luca Brindisino, il libro offre innanzitutto l'ennesima conferma delle qualità di Ferreri, che già si era segnalato con I ribelli del calcio (2014) e con A sud di Maradona (2015). Questo terzo libro segna un ulteriore grado di crescita autoriale poiché propone un catalogo di storie da godere lentamente, senza avere fretta di finire il libro leggendole una dietro l'altra. E al centro di ciascuna storia c'è uno stadio: luogo di una religione che non conosce secolarizzazione e si sottrae all'omologazione.

    I templi di questa passione che Ferreri sceglie di raccontare sono 25, sparsi in ogni angolo di mondo. E è indicativo che la prima tappa riguardi uno stadio che non esiste più: il Boylen Ground, meglio noto come Upton Park, quella che fu la casa del West Ham. Demolito nel 2017, Upton Park viene narrato attraverso la storia di Tittishev, il nomignolo affibbiato al tifoso chiamato in campo da Harry Redknapp con gesto di sfida durante un'amichevole precampionato. E il viaggio nei luoghi e nelle suggestioni continua toccando gli stadi europei (bellissimo il capitolo sull'impianto del PSV Eindhoven e su Frederik Jacques Philips) come quelli sudamericani, proiettandosi anche verso tappe periferiche come l'Aline Sitoe Diatta in Senegal o il Camille Champun di Beirut. Commovente il capitolo dedicato alla mitica Bombonera di Buenos Aires, con ovvio richiamo all'immenso Diego (citato anche nel capitolo sull'ex San Paolo di Napoli). E si chiude con lo stadio di casa, il Via del Mare-Ettore Giardiniero di Lecce. Perché infine anche il viaggiatore più incallito vuol tornare a respirare l'erba e a sedere sui gradoni di casa propria. Tutti capitoli pieni di suggestione, a comporre un libro imperdibile.


    (Andrea Ferreri, Sugli spalti. In viaggio negli stadi del mondo. Storie di sport, popoli e ribelli, prefazione di Luca Brindisino, Milano, Meltemi, pagine 219, euro 18)

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