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Si è scatenata un’improvvisa caccia al runner. A quello che si mette le scarpette e va a farsi la sua corsa: lunga o breve, veloce o lenta, comunque salutare. Tanto che, se vai da solo in aperta campagna a sudare un po’, quasi ti devi vergognare, come se stessi scassinando una cassaforte oppure evadendo le tasse.

C’è un motivo dietro tutto questo: qualcuno non si rende conto che le regole vanno rispettate anche quando si va a fare jogging, perché ne va della salute di tutti. Quindi niente assembramenti né gruppuscoli di persone, ma attività singola a distanza di sicurezza. Il fatto è che, per colpa di chi non si comporta in modo corretto, rischiano di andarci di mezzo anche coloro i quali hanno invece un atteggiamento in linea con le indicazioni di governo e medici. Il ministro Spadafora parla della possibilità di vietare l’attività fisica. Colpire tutti per gli errori di alcuni, insomma.

Così si creerebbe una situazione paradossale: se vuoi uscire per andare a comprare le sigarette puoi farlo, perché i tabacchi sono tra le poche attività alle quali è consentito di rimanere aperte (mica vorrai privare chi sta chiuso in casa tutto il giorno della possibilità di fumare, vero?); se invece intendi andare a correre, ovviamente da solo e a distanza di sicurezza da chiunque, allora ti multiamo o - peggio - ti denunciamo perché contribuisci alla diffusione del virus (senza magari sapere che l’attività fisica, per chi la pratica costantemente, è una dipendenza in tutto simile a quella per il fumo, però sana).
Siamo sicuri che questo sia normale e giusto?

@steagresti