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  • Theo Hernandez torna titolare, diventa papà e aspetta il Milan sul rinnovo: il punto su concorrenza, offerta e richiesta

    Theo Hernandez torna titolare, diventa papà e aspetta il Milan sul rinnovo: il punto su concorrenza, offerta e richiesta

    • FZ
    Fondamentale. Superato il covid, che l'ha tenuto lontano dai campi per dieci giorni, Theo Hernandez è tornato a giocare martedì, nel secondo tempo della partita contro il Torino, dimostrando ancora una volta perché il titolare è lui. Quella contro gli uomini di Juric non è stata di certo la sua partita migliore, ma è basta solo la sua presenza per vedere un Milan diverso, in fase di copertura e soprattutto di spinta. Pioli ha dimostrato dal suo arrivo in rossonero di saper sfruttare la qualità e la profondità della rosa, ma il francese è uno di quelli, insieme a Tomori, Calabria e ora Leao, ai quali difficilmente rinuncia.

    TOP - Come dargli torto. A Milano l'ex Real Madrid è diventato un giocatore completo, "l'uomo in più", si è lasciato alle spalle l'etichetta di "bravo ma non si applica", con il duro lavoro. Una maturità, una crescita esponenziale che l'ha portato a essere uno dei tre migliori esterni sinistri difensivi al mondo, a diventare un uomo anche fuori dal campo. La scelta di diventare papà lo aiuterà a confermare quelle che sono le priorità: la famiglia e il calcio. Che a oggi è il Milan. Potrebbe esserlo ancora per tanto tempo, ma al momento non ci sono certezze. Theo in rossonero sta bene, si sente stimato e valorizzato, in Italia ha messo le radici la sua situazione contrattuale va comunque monitorata.

    LO SCENARIO - La scadenza, giugno 2024 è lontana, il Milan non ha fretta, ma fuori alla porta ci sono diversi club pronti a bussare. Su tutti Manchester City e Paris Saint-Germain (nonostante l'arrivo di Nuno Mendes), in grado di garantirgli un ingaggio molto superiore a quello attuale, 1,5 milioni di euro. Il Milan secondo quanto raccolto da Calciomercato.com, si sta muovendo per prolungare l'accordo, l'idea è quella di raddoppiargli lo stipendio, una mossa che potrebbe non bastare. Il tempo per trattare non manca, Maldini sa che i risultati portano inevitabilmente a una crescita del monte ingaggi ma come successo in passato con Calhanoglu e Donnarumma (e come sta succedendo con Kessie) non vuole farsi prendere alla gola. Theo è fondamentale, ma al Milan tutti sono utili, nessuno è indispensabile.

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