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bello qualcosa che, se fosse nostro, ci rallegrerebbe, ma che rimane tale anche se appartiene a qualcun altro". E Thiago Alcantara è la reincarnazione di quanto diceva Umberto Eco. E se il potere logora chi non ce l'ha, come diceva qualcun altro, beh... la bellezza fa sorridere chi la osserva. Non devi possederla, non devi rubarla, non devi inseguirla, ti basta uno sguardo, un'occhiata, un accenno ed eccola lì, la pace. Sì, il gol del centrocampista del Liverpool in Champions, sul palcoscenico più importante d'Europa, trasmette un senso di pace. Che non passa a ogni replay divorato su televisione, smartphone, tablet, anzi: accresce. E' una lezione yoga online, è un tutorial per riscoprire la pace interiore, è il rumore bianco per far addormentare i neonati: è il gol di Thiago Alcantara

Lo slow motion di uno slow motion, quello schiaffo d'esterno collo che accarezza il prato e fa il solletico alla rete. Di colpo, lo spagnolo nato a San Pietro Vernotico, è come se facesse scomparire gli altri 21 in campo. Restano lui, la porta, il pallone. Un pallone che silenzia tutto e tutti, con meraviglia e stupore, prima di far esplodere il pubblico di gioia; un pallone che sembra quasi voler baciare il prato prima di far gridare tutti quanti, di far mettere le mani in testa ai compagni, di riempire di bellezza gli occhi degli appassionati.
 
La costanza non è il suo forte, tanti infortuni, tanti alti e bassi. Ma gli alti, quando ci sono, e ci sono, cancellano tutto. Eleganza pura, sin da quando trascinava la Spagna Under 21 sul tetto d'Europa (ahi noi, visto che ci ha fatto malissimo in finale...), ha sempre reincarnato la bellezza. Sempre. In ogni gesto. Senza sacrificare l'utile, sia chiaro, altrimenti non indossi le maglie di Barcellona, Bayern Monaco e Liverpool. Altrimenti non metti in bacheca, tra le altre cose, 2 Champions League. Altrimenti non fai impazzire Guardiola, Luis Enrique, Ancelotti e Klopp. E i tifosi, di tutte le squadre. Ah, già, Klopp. Ieri, dopo il gol che per un momento ha fermato il tempo, è comparso anche lui: quando lo slow ha ripreso la velocità normale, l'abbraccio di Thiago è stato per Jurgen. Colpito anche in conferenza stampa dal Thunderball dello spagnolo. Sì, perché il destro di Thiago è stato soprannominato Thunderball, tuono, come se fosse il tiro di un personaggio di Holly e Benji. Perché si sa, alle cose belle si dà sempre uno nome. 

@AngeTaglieri88